Soldado Sollima

"Non ho perso la mia specificità in America, quel che vedete è il director’s cut", dice Stefano. Che porta in sala l'action-thriller con Benicio Del Toro e Josh Brolin
Soldado Sollima
Stefano Sollima - Foto Pietro Coccia

“Non ho perso la mia specificità, ed era un rischio sensibile: quel che vedete è il director’s cut”. Parola di Stefano Sollima, che dopo Gomorra – La serie e Suburra sbarca Oltreoceano per Soldado, dal 18 ottobre su 400 schermi italiani con 01 Distribution.

Rispetto al primo capitolo dell’intesa trilogia, Sicario (2015) di Denis Villeneuve, cambia tutto, eccetto lo sceneggiatore Taylor Sheridan e i due protagonisti, Benicio Del Toro, che riprende il ruolo del misterioso Alejandro, e Josh Brolin, che ritrova il federale Matt Graver. Tocca a loro rapire la figlia di un signore della droga (Isabela Moner) per scatenare una guerra tra i cartelli, giacché i messicani infiltrano oltre confine terroristi suicidi…

Sollima, figlio d’arte (Sergio), si ascrive il merito di “uno sguardo amorale, una rappresentazione del mondo reale, senza timidezza, diretta: tutto viene mostrato, anzi, buttato in faccia per quel che è, è un’esperienza cinematografica dove tutto può succedere, cosa non classica”.

E segnala la differenza con il primo capitolo del regista canadese: “L’unico punto di contatto è l’universo narrativo, e i due protagonisti, ma là erano filtrati dallo sguardo morale di Emily Blunt, erano due fuorilegge che inseguivano il bene praticando il male, viceversa, qui sono antieroi senza una guida morale”. Perché, spiega Sollima, non si tratta di “una franchise vera e propria, ogni regista ha il suo specifico, non ci sono prequel né sequel”.

Su Del Toro e Brolin Sollima: “Due grandissimi professionisti, ho dovuto gestire il mio essere loro fan”, mentre dell’avventura americana: “Una vacanza, al massimo ci torno, ma casa mia rimane questa”.

Sui migranti protagonisti della tratta di Soldado (35 milioni di dollari di budget, 73 incassati a oggi), e quelli che arrivano in Italia, dice: “Lì il deserto, qui il mare, è un tema universale, è sempre successo, da quando esiste l’uomo, che si muova cercando di migliorare la propria vita. Problema, oggi sono carne da macello, una volta che hanno pagato che muoiano durante il viaggio non ti cambia nulla”.

La serie Zero Zero Zero tratta da Saviano quasi finito, la mini-serie Colt su soggetto di Sergio Leone in scrittura, l’adattamento del videogame Call of Duty in un futuro possibile, Sollima crede nella sala: “La difficoltà odierna è transitoria, andrebbero create sale che garantiscano un’esperienza diversa da quella casalinga, come succede in America”.

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