Soderbergh Unsane

"Lo smartphone cambierà per sempre il modo di fare cinema", dice il regista americano. A Berlino con l'attrice protagonista del film, Claire Foy: "Svestirsi da The Crown non è stato semplice"
Soderbergh Unsane

Tra qualche settimana arriverà nelle sale italiane con Logan Lucky, in questi giorni è al Festival di Berlino per accompagnare la sua ultima fatica, Unsane, psicothriller girato con uno smartphone presentato Fuori Concorso. Abbiamo incontrato Steven Soderbergh e l’attrice protagonista del film, Claire Foy.

SODERBERGH

Fino all’anno scorso si diceva stanco di fare cinema. Ora torna con un bel film girato con lo smartphone. Il futuro di quest’arte è l’iPhone?

Se sia il futuro tout court, non lo so. Sicuramente è una direzione, una fase di transizione.

Anche Unsane è un atto di denuncia contro il sistema sanitario americano. È davvero tutto così terribile?

Ovviamente no, ma ci sono aspetti di quel sistema sanitario, che include anche la ricerca scientifica pubblica e privata, che va riformato profondamente o rischia di finire fuori controllo, ovvero sotto il controllo di potenti gruppi privati che opereranno sempre più fuori ogni accertamento statale e legale.

La nascita di un nuovo genere consacrato all’iPhone è decretata anche da The Florida Project di Sean Baker, attualmente in corsa per gli Oscar, e anche il suo precedente Tangerine era stato realizzato così. Certo, il suo nome ha un grande peso. Si sente l’iniziatore di questo genere? È una grande responsabilità.

Come ho detto è una fase di transizione. Non c’è dubbio che l’iPhone al cinema oggi aiuti a tradurre una storia nella realtà visiva del mezzo più usato al mondo. La resa è intensa, iperrealista, e sicuramente un filtro che dobbiamo ancora abituarci a vedere sul grande schermo. Posso parlare per me: questo nuovo medium cinematografico cambierà il mio modo di fare cinema.

FOY

Per un’attrice indossare la corona della regina più longeva al mondo può avere conseguenze serie. Helen Mirren, che nel 2006 è stata Elisabetta II nell’indimenticabile The Queen, dopo che quella pellicola ha finito di fare il pieno di premi in tutto il mondo è stata nominata Dama dal Principe Carlo in persona.  Lei, che Elisabetta II lo è stata nelle due stagioni della serie The Crown firmata Netflix, anche se non è ancora stata insignita dell’onorificenza più importante del Regno Unito, ha sulla scrivania una pila di copioni con relative offerte di lavoro che le arrivano “a cadenza settimanale”.

Per leggerli tutti avrei bisogno di un anno. Devo per forza fare delle scelte. Se solo potessi salvare quelli che scarto per il futuro, avrei la carriera assicurata fino alla fine dei miei giorni.

Ha accettato l’offerta della parte da protagonista nel nuovo Unsane a una settimana dalla fine delle riprese di The Crown.

E ho dovuto subito sottopormi a un training per non parlare più come Sua Maestà. È così che sono dovuta prima tornare al mio accento di Stockport, vicino Manchester. Lì parliamo in modo davvero poco regale. Per poi passare all’americano del Midwest. È stato un training davvero faticoso.

Claire Foy in Unsane

Al momento sta girando con il regista Damien Chazelle (La La Land), che l’ha voluta per il ruolo della moglie dell’astronauta Neil Armstrong, nell’attesissimo First Man in uscita a fine anno. Può dirci qualcosa?

Durante la preparazione per le riprese del film che probabilmente cambierà la mia carriera per sempre, perché è un ruolo eccezionalmente complesso, intimo e bello, mi sono accorta di quanto mi fossi immedesimata con la Regina Elisabetta II. La regalità ho dovuto togliermela di dosso come un mantello. L’autocontrollo, invece, sarà la qualità principale del mio nuovo personaggio.

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