Shirley la dolce

Dal debutto con Hitchcock alla consacrazione con Billy Wilder e Jack Lemmon: gli 80 anni della MacLaine
24 Aprile 2014
Shirley la dolce
Shirley MacLaine

Non sono molte le attrici che fanno centro al primo colpo come Shirley MacLaine, nome d’arte di Shirley Beaty, nata a Richmond, Virginia, il 24 aprile 1934. Mentre a Broadway sostituisce la protagonista del musical The Pajama Game, debutta nel cinema con Alfred Hitchcock nel ruolo della stralunata Jennifer Rogers di La congiura degli innocenti (1955).
Nello stesso anno ruba la scena a Jerry Lewis in Artisti e modelle, dove è irresistibile quando gli fa la corte cantando “Enamorada”. Si fa notare nel personaggio della prostituta di Qualcuno verrà (1958), il turgido mélo dove muore tra la folla del luna-park per salvare Frank Sinatra. Ma anche in quello della provinciale in cerca di marito a Manhattan di Tutte le ragazze lo sanno (1959), in bilico tra estrosa vivacità e ingenua freschezza.

Negli anni sessanta è Billy Wilder che le offre la grande occasione con il ruolo di Fran Kubelik di L’appartamento (1960), la ragazza dell’ascensore in una grande azienda newyorkese innamorata del capo del personale Fred MacMurray. Il gioco di sguardi, timidezze, frustrazioni tra lei e il contabile Jack Lemmon, che si guadagna la promozione prestando il suo appartamento ai dirigenti in vena di scappatelle, fa finalmente scoccare tra di loro la scintilla nella notte dell’ultimo dell’anno. Quando lui le confessa il suo amore, lei gli risponde: “Taci e dai le carte”.
È accanto a Jack Lemmon anche nel secondo incontro con Wilder per Irma la dolce (1963). Nello scenario sgargiante delle Halles ricostruite in studio poco prima della demolizione, il personaggio di Irma, la poule dai capelli rossi e le calze verdi innamorata prima di Nestor e poi di Lord X senza sapere che sono la stessa persona, contamina la commedia con il dramma, la farsa con il musical per dar vita alla favola dell’amore e della gelosia, sintonizzata sulle intermittenze del cuore.
La versatilità dell’interprete – confermata dall’insegnante travolta dalla calunnia di Quelle due (1961) – s’impone nell’irriducibile taxi-girl di Sweet Charity – Una ragazza che voleva essere amata (1969), il musical ispirato alle felliniane Notti di Cabiria, dove si scatena al ritmo di “Where am I Going”.

Si allontana per qualche tempo dal set dedicandosi alla campagna presidenziale per i democratici e al reportage televisivo. Si sprecano i fazzoletti nel suo ritorno sullo schermo con la madre eccentrica e invadente di Voglia di tenerezza (1983) premiata con l’Oscar, che tra lacrime e sorrisi inaugura una folta galleria di signore bizzose e irascibili. Dalla madre di Meryl Streep in Cartoline dall’inferno (1990) alla nonna di Jennifer Aniston di Vizi di famiglia (2005) che potrebbe essere stata il modello della Mrs. Robinson di Il laureato. Sorella maggiore di Warren Beatty, è stata sposata con il produttore Steve Parker, da cui ha avuto la figlia Sachi. Nella sua casa di Santa Fe, si è inventata un secondo mestiere, scrivendo l’autobiografia e un gran numero di libri d’ispirazione new age, venduti in tutto il mondo in milioni di copie.

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