Shadows, una distopia attuale

"Quello che mi sembrava un racconto post-apocalittico stava diventando sempre più vero" dice Carlo Lavagna del suo film. Protagonista, Mia Threapleton: "Io e mia mamma, Kate Winslet, non siamo in competizione". Dal 19 novembre disponibile on demand
Shadows, una distopia attuale
Mia Threapleton e Lola Petticrew

Presentato nell’ultima edizione di Alice nella Città, Shadows arriva dal 19 novembre sulle principali piattaforme on demand. Prodotto da Ascent Film con RaiCinema, in coproduzione con Feline Film, e distribuito Vision Distribution, è il secondo film di Carlo Lavagna (candidato a David di Donatello e Nastro d’Argento come miglior regista esordiente per Arianna).

“È un film attuale – riflette Lavagna – quasi neorealista: durante il lockdown mi sono trovato chiuso in casa impegnato nella postproduzione e non potevo credere che quello che mi sembrava fino a poco prima un racconto sci-fi post-apocalittico stesse diventando sempre più vero”. Shadows, infatti, è una storia ambientata in un mondo distopico: Alma e Alex, due sorelle adolescenti che vivono nascoste nell’oscurità dei boschi, in un vecchio hotel abbandonato, con la severa Madre che le protegge dalle misteriose insidie del mondo esterno, decidono di infrangere le regole e spezzare l’apparente equilibrio delle loro vite.

il regista Carlo Lavagna

“I produttori Andrea Paris e Matteo Rovere – spiega Lavagna – mi hanno proposto di dirigere una sceneggiatura scritta da Fabio Mollo e Damiano Bruè, che poi è passata tra le mani di Tiziana Triana e Vanessa Picciarelli. La storia è mutata nel tempo: in un primo momento il tema era la Sindrome di Stoccolma, poi è entrato sempre di più il genere. Ho cercato di farla mia portandovi dentro le cose che conoscevo: come Arianna è un coming of age che si fonda sull’elemento della scoperta, con in più il thriller”.

Shadows è dominato dalla figura di Madre, una donna rigorosa e protettiva che ha insegnato alle figlie tutto ciò che sa sui boschi e su come era il mondo prima dello sconvolgimento che ha cambiato le loro vite per sempre. “Vuole proteggere le figlie per difenderle dal mondo – afferma l’interprete Saskia Reeves, attrice britannica di lungo corso – e la bellezza della storia è che il pubblico capisce solo alla fine il suo segreto. Sono molto distante da lei, ho cercato dentro di me le motivazioni di questo ruolo così complesso e conflittuale. È stato fantastico interpretarla”.

Nella parte di Alma, Mia Threapleton, al primo ruolo da protagonista dopo l’esordio in Le regole del caos, interpretato da sua madre Kate Winslet (“È mia madre, mi sostiene, non siamo in competizione”). Un incontro folgorante per Lavagna, che inizialmente l’aveva provinata per il ruolo di Alex: “Avevo visto attrice anche brave, ma non riuscivo a trovare quella perfetta. Quando Mia ha provato la scena in cui riemerge dal fiume ho capito: nessuna come lei riusciva a trovare quella tonalità in cui ci sono il terrore e la gioia, il risentimento e la felicità del ritrovamento”.

Un personaggio difficile per la ventenne attrice londinese, in cui sono confluiti gli studi e la passione per le arti, riferimenti cinefili (“Ho amato tantissimo Room – film che con Shadows ha punti di convergenza, ndr – ma mi sono ispirata a tanti altri film e documentari sugli dell’isolamento”) e non solo: ci sono tracce delle battaglie di Greta Thunberg. “La mia generazione – afferma – vuole farsi ascoltare, non ci ho pensato ma forse Alma può essere una voce per raccontare cosa sta succedendo nel mondo”.

Mia Threapleton

Per Lavagna “non c’è un vero riferimento a Greta, ma l’aspetto ambientalista era nei presupposti del film. In Shadows il mondo si dà per finito, la natura è vista come limite e possibilità, con il fiume a segnare i confini. Ma la stessa natura diventa alleata di Alma quando scopre che qualcosa di buono le era stato sottratto. Ho cercato di portare nel film in maniera indiretta dei riferimenti al cinema di Marco Ferreri, adattando in modo contemporaneo quel gusto post-apocalittico”.

Shadows racconta un mondo sospeso in perenne attesa: niente di più attuale. “Nel film – dice Reeves – c’è quello stesso aspetto paranoico dato dal virus, con le persone che cercano in tutti i modi una sicurezza. Per fortuna le elezioni americane sono state un aiuto per tutti”. E per Threapleton: “Ho fiducia che arrivi qualcosa di positivo”.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy