Se chiudi il femminile…

"Il cinema è più maschilista della politica", accusa la Di Rauso. Nell'opera prima di Lisa Romano
20 Novembre 2008
Se chiudi il femminile…
Giovanna Di Rauso

Siracusa, un incidente notturno, una donna ripescata dal mare con due reni espiantati, le indagini della polizia su un traffico d’organi, e soprattutto due amiche vivaci e incoscienti, una attrice folle (Anna Foglietta) e l’altra ragazza madre (Giovanna Di Rauso), che dovranno fuggire avventurosamente, incrociando un cinese che parla siciliano, un poliziotto sotto copertura turco (Mehemet Gunsur), il commissario Nino Frassica e l’agente Ignazio Oliva. E’ la commedia in giallo Se chiudi gli occhi, opera prima di Lisa Romano, reduce dal Grand Prix di Annecy Cinema Italien e dal 28 novembre con AB Film in una decina di città italiane, tra cui Roma (Eden), Milano (Mexico), Torino, Genova, Firenze, Siracusa, Catania, e Palermo. 
Il legame fortissimo fra le due protagoniste potrebbe far pensare a Thelma e Louise di Ridley Scott, con Susan Sarandon e Geena Davis, ma la regista siciliana precisa: “Me lo fanno notare in molti, ma io non ci avevo pensato. In realtà, racconto la mia isola, senza stereotipi: non parlo di mafia, già oggetto di tantissimi altri film e fiction, piuttosto la contaminazione, che il cinema italiano frequenta poco, e due donne, precarie nell’animo, prima ancora che nel lavoro, come siamo tutti noi”. E per il traffico di organi “trattato con le pinze” nel film, la Romano dice di essersi ispirata “alla mia vita, alcuni anni fa una persona a me vicina si è trovata nella necessità di un trapianto, e… ancora oggi faccio fatica a parlarne”.
Una delle due protagoniste di Se chiudi gli occhi è Giovanna Di Rauso – prossima Lady Macbeth, nel ruolo che 30 anni fa fu di Monica Guerritore, nel Macbeth messo in scena e interpretato da Gabriele Lavia (dal 9 gennaio a Pisa, dal 15 aprile al Teatro Argentina di Roma) – che parla di “un incontro umano fortissimo con Lisa”, e accusa: “Le donne sono entrate più nella politica che nel cinema, che in Italia rimane molto maschilista: provate a contare quante registe donne ci sono…”. D’accordo Anna Foglietta, che sottolinea “il cast internazionale e la commistione di generi di Se chiudi gli occhi, un’opera piccola e onesta, che quindi fatica a trovare spazi: dovete sostenerlo, come se fosse il 5 x mille”.
Nel cast, anche Nino Frassica, nei panni di “un commissario di polizia molto più cazzuto del mio maresciallo Cecchini in Don Matteo, comunque avevo già accettato la parte ancor prima di leggerla…”. Nelle sale con La fidanzata di papà di Enrico Oldoini, al fianco di Boldi e la Ventura, Frassica dice: “Se film d’autore come Se chiudi gli occhi sdoganano i comici, ma ci richiedono prove misurate, quasi neorealistiche, quello di Oldoini, viceversa, ci permette di esprimerci liberamente, senza freni, dando sfogo alla nostra vis comica, anche se non andrei a vederlo da semplice spettatore”. Frassica ha una parte anche in Baarìa, il nuovo film di Giuseppe Tornatore, che definisce “il miglior regista che mi abbia diretto, e l’unico che mi abbia messo paura. E’ un grande professionista e perfezionista: vederlo lavorare è emozionante. Pensare che per lui, alla fine di una scena di corsa notturna girata quasi 30 volte da differenti prospettive, mi sono pure sentito male…”.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy