Scandalo (?) a Cannes

La Croisette attende l'Antichrist di Von Trier. Che torna in concorso 9 anni dopo la Palma di Dancer in the Dark
17 Maggio 2009
Scandalo (?) a Cannes

Dove era finito Lars Von Trier? Ultimo film Il grande capo nel 2006, sembrava essere stato risucchiato nel suo disagio emotivo. Depressione, questa la bestia nera del regista che aveva riportato il cinema danese all’attenzione mondiale con il manifesto Dogma 95, poi ripudiato, e titoli quali Le onde del destino, Idioti, Dancer in the Dark: “Di solito, lavoro anche a tre progetti contemporaneamente, ora la semplice idea di mettermi dietro una macchina da presa mi atterrisce”, confessava all’inizio del 2007. Due anni dopo, Lars Von Trier è tornato: il suo nuovo film, Antichrist, è in concorso al 62° Festival di Cannes, dove passerà per la stampa questa sera, e il 22 maggio uscirà in sala con Key Films, ovvero Lucky Red.
La società figura anche tra i co-produttori, ed è lo stesso Andrea Occhipinti a rivelare alcuni segreti del film: “Lo definirei un nuovo Onde del destino: visivamente è davvero sorprendente, ha una bellezza inquietante, che non lascia indifferenti”.
Per il regista danese, si tratta dell’ottava volta sulla Croisette: aveva esordito in concorso 25 anni fa con L’elemento del crimine, e conquistato dei premi con i successivi Europa (1991), Le onde del destino (Grand Prix, 1996) e Dancer in the Dark, Palma d’Oro e Miglior Attrice (Björk) nel 2000.
Scritto da Von Trier e Anders Thomas Jensen, prevendite in oltre 30 Paesi, fotografia del premio Oscar, e collaboratore di lungo corso del regista, Anthony Dod Mantle, protagonisti Willem Dafoe e Charlotte Gainsbourg, l’assunto di fondo è senza mezzi termini: il mondo che conosciamo non è stato creato da Dio, ma dall’Anticristo.
La storia è quella di una coppia che, mentre sta facendo l’amore, perde il suo unico figlio, che precipita da una finestra. L’uomo è uno psichiatra, interpretato da Dafoe, che decide – contro ogni logica e deontologia professionale – di curare personalmente la moglie (Gainsbourg) vittima di forti attacchi d’ansia. Per farle elaborare il lutto, la porterà nel posto che lei teme di più: la Foresta di Eden, in un piccolo rifugio dove la donna scrisse la sua tesi di laurea sulla persecuzione delle streghe nel Medioevo. Mentre cercano di capire perché una tale tragedia abbia colpito proprio loro, i due aprono a una possibilità inquietante: che la natura del mondo, e dell’uomo, sia in realtà malefica. Progressivamente, la terapia sfocerà in una battaglia dei sessi: le paure della donna conquisteranno entrambi, lasciando selvaggio sfogo alla brutalità del male.
Girato con macchine da presa high speed, ma mostrato in super slow motion, Antichrist “vedrà Charlotte soffrire sempre di più”, come ha dichiarato Von Trier durante la conferenza stampa sul set in Germania: “Vorrei invitarvi a vedere il mondo oscuro della mia immaginazione: un viaggio all’interno delle mie paure, nella natura dell’Anticristo. E vi prometto che ci sarà tantissimo sangue”.
Sono passati 15 anni dalla serie horror The Kingdom, per alcuni il vertice della sua arte, e ora Von Trier rilancia con un horror psicologico che diventa soprannaturale: nei suoi boschi si nasconde il Male, così come l’ha congegnato Satana, che si rivela il vero creatore del mondo.
Ma la domanda è una sola: c’è da credergli, ovvero c’è da prestare fede al trailer e alle indiscrezioni postate on line da un genio del marketing e dell’auto-promozione, senza uguali in Europa, quale Von Trier è? Uno, per intenderci, capace di far credere a pubblico e, soprattutto, critica che Il grande capo fosse interamente girato da un programma informatico chiamato Automavision. C’è da credergli? La risposta questa sera.

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