Sapore di Vanzina, 30 anni dopo

"Emozione e sentimento, in un momento in cui tutto è grigio", dicono Carlo ed Enrico. Che tornano a Forte dei Marmi negli anni '80
8 Gennaio 2014
Sapore di Vanzina, 30 anni dopo

“30 anni dopo il film che ha cambiato le nostre vite, eccoci qui con Sapore di te. E’ stato difficile, ma tanti ci scrivevano per farlo: abbiamo iniziato laddove finiva l’altro nel 1983, e non l’abbiamo fatto con calcolo, mentre oggi il marketing vale più della storia. Qui c’è emozione e sentimento, in un momento in cui tutto è grigio e disperato questo film ci riporta a un’epoca in cui si credeva nell’amore”.
Così il regista, e co-sceneggiatore col fratello Enrico, Carlo Vanzina presenta Sapore di te, dal 9 gennaio su 400 schermi con Medusa, che 30 anni dopo Sapore di mare (1983) ritorna a Forte dei Marmi per rilanciare gli anni ’80, con un cast corale e tante personaggi intrecciati: l’onorevole socialista Vincenzo Salemme con l’amante soubrette a Drive In Serena Autieri; il commerciante romano Maurizio Mattioli con la moglie Nancy Brilli e al figlia Katy Saunders; gli innamorati Martina Stella e Giorgio Pasotti; i giovani Eugenio Franceschini, Matteo Leoni e Virginie Marsan. “Romanticismo e sentimento, senza parolacce e volgarità, come di recente è successo solo con Notte prima degli esami di Brizzi. Ai ragazzi lanciamo una scommessa: chi ha cuore ce la fa”, dice Enrico Vanzina, mentre Mattioli ha messo nel personaggio “la mia romanità: l’amore per la famiglia passa sopra la forza scenica che mi capita spesso di avere. Qui sono più sobrio, con Il pranzo della domenica è la mia opera più forte” e la Autieri “una napoletanità di prorompenza e vivacità”.
Insomma, Sapore di te si avvia sulla strada del cult? “Altri decidono”, taglia corto Enrico, sottolineando come “in Sapore di mare fossimo più giovani, autobiografici, qui più maturi”. Senza fare del film “un trattatello misero di sociologia politica, non  abbiamo calcato troppo, e nemmeno abbiamo fatto l’errore del buonismo a ogni costo: non è un film sulla politica anni ’80, un decennio che ha cattiva stampa, ma ha dato la musica migliore e forse anche il cinema”. Di politica parla anche Salemme: “La rottamazione? Un fatto naturale della vita: si può rottamare, ma con rispetto, non si può eliminare in due minuti, con una battuta, chi ha fatto la storia del nostro paese”. E l’attore napoletano rincara la dose: “I politici non sono tutti uguali e ladri, la situazione è migliorata dagli anni 80, non mi pare proprio che la nostra classe politica oggi sia peggiore. E poi, chi li ha votati?”. Infine, sull’ispirazione del suo personaggio: “C’era chi ballava molto tra i politici socialisti, ma De Michelis no, io sono più bello…”.Sapore di te inizia, nel 1983, laddove finiva Sapore di mare, ma senza riprenderne i personaggi, e “l’idea di ambientarlo nei ’90 – dice Carlo – ci ha solo sfiorati”. “Quando rivedo i nostri vecchi film – prosegue il regista – mi colpiscono per tenerezza ed energia, ci siamo lanciati senza paracadute. A volte siamo stati condizionati da mercato, abbiamo cavalcato mode, ma questa nostra cifra, quella di Sapore di mare, Eccezzziunale veramente, Vacanze di Natale, è autentica: non amiamo il grottesco, bensì i nostri personaggi, come già Monicelli”. Se l’originale usci il 10 febbraio totalizzando 10 miliardi di lire, Sapore di te esce il 9 gennaio “dopo l’abbuffata di film di Natale, rispetto a cui – precisa il regista – è meno aggressivo, meno farsesco”.

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