Santa Subito contro tutte le discriminazioni di genere

"Film si interroga sui perché di una storia che si ripete" dice Alessandro Piva, regista del docufilm sul femminicidio alla Festa del Cinema di Roma
Santa Subito contro tutte le discriminazioni di genere

“Del racconto della sorella di Santa Scorese, Rosa Maria, mi colpì profondamente una cosa” esordisce Alessandro Piva, regista del documentario Santa Subito alla Festa del Cinema di Roma, sul tragico femminicidio della ragazza nel ’91 quando ancora non esisteva la categoria di reato di stalking. “Il suo modo di concepire anche l’assassino di sua sorella come una vittima, qualcuno che aveva segnali di poter nuocere agli altri e a se stesso. Da qui, mi sono messo in moto”.

“Quando Piva mi ha chiamata gli ho risposto in modo molto naturale” conferma Rosa Maria Scorese. “Ero sorpresa di come la storia coinvolgesse qualcuno al di fuori del lavoro lungo e doloroso che avevo fatto su me stessa per metabolizzare l’evento”. E prosegue: “La storia di mia sorella, però, è una chiave con cui guardare a tantissime storie simili, per questo è arrivato il mio sì incondizionato a questo film, insieme al sì di tutta la comunità”.

“Siamo grati al regista di averci portato qui, nel mondo del cinema” commenta Marco Imperiale, direttore di Fondazione con il Sud. “Noi aiutiamo persone in situazioni di disagio e difficolta, tra cui donne vittime di violenza. Con questo documentario ci siamo spostati, dal piano operativo anche su quello culturale, per portare queste tematiche al grande pubblico”.

“Dietro al film c’è un lavoro di anni e anni, lontano dai riflettori” testimonia Antonio Parente, di Apulia Film Commission. “E vogliamo veicolare questo fare bene, portato avanti da persone che raccontano un Sud differente, verso il grande schermo e un pubblico incredibile come quello della Festa del Cinema di Roma”.

Parola anche a Maria Pia Vigilante, Presidente della Onlus Giraffa, attiva nella difesa di donne vittime di violenza e consulente del docufilm: “Il cinema può aiutare un mutamento culturale” conferma. “Mette l’accento su tanti tipi di violenza: domestica, psicologica, stalking. Grazie al cinema possiamo parlare alle donne ma anche ai ragazzi nelle scuole, comparando le legislazioni di allora e attuale”. E conclude: “Noi tutti e noi del centro antiviolenza vogliamo questo, fare prevenzione ed eliminare tutte le discriminazioni di genere”.

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