Rosso fantasy

Il Grinch, Harry Potter, Il Signore degli Anelli e Le Cronache di Narnia: quando l'immaginazione abita il presepe
22 Dicembre 2006
Rosso fantasy
Il Grinch

Non c’è nulla di più natalizio del fantasy. Oggi poi questo genere rappresenta uno dei più redditizi e sperimentati dall’industria del cinema. Questi film di norma non hanno nulla a che fare col Natale, ma rientrano in una sorta di tradizione da entertaiment, levando il fatto che le decorazioni natalizie di Hogwarts, scuola di magia ad uso e consumo della generazione Potter, vengono invidiate dai più esperti in materia. Harry Potter, assieme al Signore degli Anelli, ha riportato il fantasy al cinema, per cui da cinque anni a questa parte le avventure del giovane mago scandiscono le uscite in sala del calendario natalizio con una certa puntualità. I film di Harry Potter, tratti dalle novelle omonime della scrittrice J.K. Rowling finora sono quattro: Harry Potter e la Pietra filosofale (Usa, 2001), Harry Potter e la Camera dei segreti (Usa, 2002) entrambi di C. Columbus; Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban (Usa, 2003) di A. Cuaron; Harry Potter e il Calice di Fuoco (Usa, 2005) di M. Newell. Siamo in attesa del quinto capitolo, Harry Potter e l’Ordine della Fenice (Usa, 2006) firmato questa volta da D. Yates. Uscita prevista in Italia, Natale 2007. Quali vedere quindi? Se non tutti, il più bello è senz’altro il goticissimo Prigioniero di Azkaban. Ma la più bella fra le favole e quella raccontata da Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato (Usa, 1971) di Mel Stuart, protagonista l’ambiguo magnate della cioccolata Willy Wonka, interpretato magnificamente da Gene Wilder. Il film all’epoca fu un flop incredibile ma la bravura di Wilder, le scenografie caramellose e surreali e le continue citazioni lo resero, nonostante tutto, un vero e proprio cult. Il film è tratto dal romanzo omonimo di Roal Dahl e riadattato nel 2005 da Tim Burton con La fabbrica di cioccolato.
Ma il remake, nonostante l’incredibile attenzione alle scenografie ed ai costumi, non conserva purtroppo la stessa atmosfera. Ne esce un grande kolossal, ma senza cuore, né poesia. Un film pieno zeppo di cose, ma tutto sommato un po’ vuoto. Johnny Deep questa volta non è all’altezza, consegnandoci un Wonka stucchevole e noioso. Sulla scia del fantasy di gestazione letteraria esce nel 2005 il primo capitolo tratto dalla saga di C.S. Lewis, Le Cronache di Narnia: Il leone, la strega e l’armadio (Usa, 2005) di A. Adamson. Una super produzione fatta apposta per sbancare i botteghini di Natale.
Da segnalare, ma solo per scenografie e costumi, Il Grinch ( Usa, 2000) di Ron Howard. Grande successo, ma solo in patria. Leggero, ma gradevole anche SOS Fantasmi (Usa, 1988) di R. Donner che adatta al grande schermo un classico di Dickens, Il Canto di Natale. Perfetto Bill Murray nel ruolo del novello Scrooged.

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