Roma è anche CinemaXXI

"E' il canale giusto per sviluppare le esperienze di Mario Sesti con Extra", dice Marco Müller. Tra i nomi in cartellone, Kaurismaki, Egoyan, Verhoeven e James Franco
23 Ottobre 2012
Roma è anche CinemaXXI
Il direttore del Festival di Roma Marco MüllerFoto Pietro Coccia

“Il CinemaXXI è il canale giusto per sviluppare le esperienze di Mario Sesti con Extra. Il cinema continua ad essere uno dei linguaggi chiave del presente grazie al suo scambio con architettura, teatro, danza e musica e volevamo rendere conto della sua fluidità e di tutte le sperimentazioni che sono possibili grazie ai tanti formati del digitale”. Marco Müller presenta così la sezione parallela del Festival del Cinema di Roma realizzata in collaborazione cone il Museo Nazionale delle arti del XXI secolo. Anche quest’anno la sinergia tra le due istituzioni permetterà di utilizzare gli spazi del MAXXI per ospitare la parte della VII edizione del Festival dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale e alla contaminazione tra arti visive.
Si aprirà con Centro Histórico (anteprima mondiale fuori concorso) di Aki Kaurismäki, Pedro Costa, Victor Erice e Manoel de Oliveira. Poi un altro film colletivo Mundo Invisivel/ Invisible Word di Atom Egoyan, Laís Bodanzky, Jerzy Stuhr, De Oliveira, Marco Bechis, Wim Wenders e Theo Angelopoulos, una produzione brasiliana, “un omaggio – spiega Muller – a Leon Cakoff, direttore della Mostra di San Paolo, che ogni anno chiedeva ai registi ospiti di girare un film breve su quella parte del pianeta che viene sempre lasciata fuori campo”. Il secondo giorno del festival toccherà a Paul Verhoeven con Steekspel/Tricked, realizzato con la partecipazione dei fan che, attraverso i social network, hanno determinato lo sviluppo della storia e contribuito alla scrittura dei dialoghi. “Ci sarà anche il più folle dei film di Kung-fu – prosegue Müller – Judge Archer del cinese Xu Haofeng, ultimo discendente della più importante dinastia di maestri di arti marziali, scrittore, docente all’Accademia di cinema di Pechino e sceneggiatore di The Grandmasters”. Tra le altre opere: Goltzius and the Pelican Company di Peter Greenaway, la collezione di documentari d’artista Random Acts di Marina Abramovic, Apichatpong Weerasethakul, Shahryar Nashat e molti altri, e Suspension of Disbelief di Mike Figgis.
Gli italiani parteciperanno con il corto Pletora. Il dono 3D e I topi lasciano la nave di Zapruder, art film venture romangnola che ha firmato anche la sigla del Festival, Tutto parla di te (in concorso) di Alina Marazzi, Il viaggio della signorina Vila di Elisabetta Sgarbi, e L’assolutezza del cerchio – Il G.R.A. di Renato Nicolini firmato da Gianfranco Rosi.
La giuria internazionale sarà diretta dall’artista scozzese Douglas Gordon, sarà composta da Hans Hurch, Ed Lachman, Andrea Lissoni ed Emily Jacir, e assegnerà il Premio CinemaXXI e il Premio speciale della Giuria (lungometraggi), e il Premio CinemaXXI per cortometraggi e medio metraggi.
Il Premio Cubovision sarà consegnato il 16 novembre a James Franco che sarà nella Capitale per presentare in anteprima mondiale un corto da regista, Dreams, e Tar, nel cast anche Mila Kunis e Jessica Chastain, lungometraggio in concorso di 12 registi esordienti ispirato alle poesie di C.K Williams.

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