Restyling italiano

Brunatto presenta al festival il restauro di tre ritratti underground: Grifi, Baruchello e Scovolini
7 Settembre 2004
Restyling italiano
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Presentati ieri pomeriggio all’interno di “Storia segreta del cinema italiano”, tre ritratti di Paolo Brunatto su registi che appartengono alla storia dell’underground italiano: Alberto Grifi, Gianfranco Baruchello, Romano Scavolini. Tre ritratti che ne ripercorrono le principali tappe, accompagnati da alcuni loro film restaurati. In particolare sono stati presentati Transfert per camera verso virulentia, del 1967, di Alberto Grifi, sul teatro di Braibanti, all’interno del quale si innesta il discorso sulla rifondazione di un nuovo codice dello sguardo in diretto contatto con l’esperienza della pittura e l’autopercezione del corpo. La verifica incerta, 1964, work in progress e gioco di montaggio, dove i registi Grifi e Baruchello hanno smontato e rimontato pellicole americane destinate al macero. L’intento era quello di mettere in evidenza tutto ciò che il cinema americano di quegli anni nascondeva all’interno delle sue pellicole. Porte che si aprono e chiudono all’infinito, attori che recitano parti uguali, il rimosso di quegli anni, tra omosessualità, ideologia dominante. Alberto Grifi, precursore di Blob, e papà dell’underground italiano ha presentato un progetto innovativo per salvaguardare il materiale audiovisivo, videonastri RVM degli anni ’60 e ’70, realizzati con videoregistratori da studio e portatili, che in questi decenni hanno subito un rapido processo di deterioramento. Da settembre sarà operativo un macchinario lavanastri progettato dallo stesso Grifi, versione professionale del prototipo del ’92, sviluppato grazie alla collaborazione della Fondazione Baruchelllo, che verrà realizzato su scala industriale da Consorzio Media Comunications di cui Interact s.r.l. fa parte. La rigenerazione consiste in un trattamento fisico-chimico del videotape che ne lasci inalterate le configurazioni magnetiche. In questa maniera tutto il sepolto di quegli anni verrebbe alla luce restituendo un pezzo di storia italiana ad oggi ancora nascosta. Ulteriori informazioni sul sito www.albertogrifi.com

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