Quel vampiro di Depp

"Johnny è speciale, dopo 20 anni riesce ancora a stupirmi", dice Tim Burton a Londra. Che presenta al mondo il suo Dark Shadows, da domani in sala
10 Maggio 2012
Quel vampiro di Depp
Tim Burton e Johnny Depp sul set di Dark Shadows

C’era una volta Dark Shadows, più soap che serie tv, terminata nel 1971 dopo 1225 puntate per l’ABC e due film (senza contare il remake televisivo del 1991). Protagonista la giovane istitutrice orfana Victoria Winters, che accetta di trasferirsi nel Maine per lavorare presso i Collins, isolati in una fatiscente e sontuosa dimora. L’autore Dan Curtis aveva avuto un’idea: quando gli ascolti stavano precipitando era spuntato fuori un parente dei Collins, redivivo e per di più vampiro. Che invece di sparire dopo poche puntate, si era trasformato nel personaggio cult di Dark Shadows. Tre anni fa Johnny Depp ha acquistato i diritti della serie e l’ha consegnata a Tim Burton. Nelle sue mani la storia si è trasformata in una fantacommedia gotica, a metà tra la Famiglia Addams e Dracula di Coppola, con gag e trovate geniali, una per tutte: l’ex ricco playboy Barnabas (Johnny Depp) si risveglia e si ritrova vampiro nel mondo del XX secolo, circondato da macchine e altre cose incomprensibili, la prima cosa che gli appare è una M gigante, “Mefistofele” urla spaventato. In realtà è incappato nel simbolo della catena di hamburger più famosa del mondo. “Siamo negli anni 70, un’epoca strana – spiega Tim Burton -, di passaggio generazionale e surreale. Per me e per Johnny un periodo di transizione dall’infanzia all’adolescenza. A distanza di più di vent’anni dal nostro primo set (Edward mani di forbice), continuo a pensare che ci sia qualcosa di speciale in lui, riesce ancora a stupirmi”.
Il film – da domani in sala distribuito da Warner Bros. – segna ancora una collaborazione fra Tim Burton e il musicista Danny Elfman che ha curato la colonna sonora, tutta dedicata alla musica anni Settanta. Perfetta come il cast: oltre a Depp, sempre col cerone, Michelle Pfeiffer (la matriarca Elizabeth Collins), la psichiatra Julia (Helena Bonham Carter, per tenere d’occhio gli strani componenti della famiglia), la giovane Victoria (l’australiana Bella Heathcote), anima gemella del vampiro “romantica e un po’ strana”, e la strega Angelique, (Eva Green). L’ex Bond girl è ancora più fatale che in Casino Royale: gelosa e innamorata di Barnabas, per vendetta l’ha confinato nell’oscurità e ritrovatolo dopo duecento anni non gli dà un attimo di tregua: “Tutto è eccessivo in lei – dice la Green -. La passione, il dolore, il desiderio: è ossessionata da Barnabas, è convinta che lui la ami. Ma non è cattiva, è forte e allo stesso tempo vulnerabile. E’ diventata una donna di potere, e crede di averlo dimenticato: quando lui torna dall’oltretomba vorrebbe divorarlo. E’ un po’ pazza, mi piacciono i personaggi estremi”.
Tornato dalle tenebre, Barnabas ha una missione: restaurare l’antica gloria dei Collins, con il supporto dalla matriarca Elizabeth, Michelle Pfeiffer. Anche lei appassionata della serie quando era ancora una ragazzina: “Correvo a casa da scuola – racconta – per non perdere una puntata. Era una serie completamente diversa dalle altre, faceva paura anche se veniva trasmessa di giorno”. Per fare parte del film la Pfeiffer ha chiamato direttamente Burton mentre stava ancora in fase di sceneggiatura: “Tim e’ il migliore. Ha fatto un ottimo lavoro, un omaggio alla serie e allo stesso tempo ci ha messo la sua visione e molta ironia”. Della strana famiglia fanno parte anche il fratello di Elizabeth, Roger (Jonny Lee Miller), con la figlia adolescente Carolyn (Chloe Moretz). La quindicenne prodigio (10 film in due anni, tra cui il prossimo remake di Carrie, lo sguardo di Satana), ha costruito la sua carriera sull’horror. In Dark Shadows non fa eccezione: la ragazzina sfodera alla fine un asso nella manica, una variazione sul tema: “Eppure non c’e’ nulla che non vada in me! Sono orgogliosa di essere stata scelta da Tim Burton e di aver avuto l’occasione di lavorare con lui e Johnny Depp. Ho avuto la conferma che sono persone meravigliose e generose. Mi hanno incoraggiata tantissimo. Quanto alla mia inclinazione cinematografica, mi piacciono le sfide e i miei genitori mi aiutano molto”.

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