Quel pappone di Woody…

Un Allen d'annata chez John Turturro: Fading Gigolo al festival di Rio, con la sapienza dei luoghi comuni...
6 Ottobre 2013
Quel pappone di Woody…
Fading Gigolo

Se Blue Jasmine ci riconsegna un Woody Allen amaro e dolente, che prende un tram chiamato destino, più che desiderio, per i fan del Woody prima maniera, quello ironico, nevrotico, newyorkese ed ebreo-motteggiante c’è una buona notizia: è tornato, da attore, chez John Turturro. In missione lenone o, se preferite, pappone in Fading Gigolo, presentato in anteprima a Toronto e in cartellone al 15° Festival di Rio.
Sì, è il Woody di sempre, minuto e male in arnese proprietario di una libreria pesantemente colpita dalla crisi: non si vende, “i libri sono diventati una roba da malati mentali”, e per il lunario non sbarcato tocca farsi venire un’idea, approdare a una via di fuga, più concreta della luna. Murray, questo il nome dell’Allen personaggio, ha un’idea, servita sul piatto dalla sua dermatologa (Sharon Stone), che vorrebbe provare un menage à trois, un threesome: ha Murray qualche gigolo sotto mano? No, Murray non ce l’ha, ma ha un acaro amico, Fioravante (Turturro), specialista di composizioni floreali giapponesi e pure lui in cattive acque finanziarie: trattativa dopo trattativa, Murray lo convince, e strappa per sé una percentuale, come dire, esosa?
Fioravante è gigolo assertivo, dolce e, insomma, ci sa fare, la clientela non manca, Sharon e l’amica Sofia (Vergara), tutte e due upper class yankee, sono soddisfatte e rimborsano lautamente. Ma non finisce qui, Murray ha un’amica, ebrea osservante vedova con sei figli (Vanessa Paradis, incisiva…) e la porta da Fioravante per un massaggio: è la carta chiamata destino, le cose si complicano, l’amore spunta all’orizzonte, insieme a rabbini, poliziotti ebrei interessati (Liev Schreiber) e pesci kosher. Che ne sarà di Murray e Fioravante, di cui per dovere di risata non vi sveliamo gli alias professionali?
La risposta in un film pret-à-porter, un quartetto d’archi bitter sweet romantico, calato nella New York trademark Woody Allen che (non) t’aspetti, impreziosito e nutrito dalle prove di un cast superlativo e immalinconito quanto basta: se non riesci a fare sesso mercenario perché ami un’altra, e quell’altra… amor ch’a nullo amato etc., che succede? Già, sono le dissolvenze incrociate della vita, su cui Turturro e il caro Allen riverberano una luce calda, intima e soffusa, approdando con un mood agrodolce alla sapienza dei luoghi comuni: chiodo scaccia chiodo, morto un papa se ne fa un altro, l’importante è partecipare, l’amore non ha prezzo e… il gigolo ha un cuore d’oro. Forse non c’era bisogno di un film, per ricordarcelo, ma Fading Gigolo vale il biglietto.

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