(Quasi) al completo

La Berlinale ha reso noti altri 14 titoli della selezione ufficiale: in cartellone Frears, Costa Gavras e Tavernier
15 Gennaio 2009
(Quasi) al completo

Berlino quasi al completo, e senza italiani. Con i 14 film – in concorso e non – annunciati oggi dalla Berlinale salgono a 25 i titoli della selezione ufficiale già confermati, all’appello ne manca ancora uno. In concorso ci sarà Stephen Frears con Cheri, tratto dal romanzo della francese Sidonie-Gabrielle Colette e incentrato sulla tormentata storia d’amore tra una signora di mezza età (Michelle Pfeiffer), e Fred Peloux detto “Chéri” (Rupert Friend, fidanzato di Keira Knightley), giovane rampollo dell’alta società. Torna, a tre anni dal suo Cacciatore di teste, Costa-Gavras, fuori competizione con Eden à l’ouest, protagonista Riccardo Scamarcio che dalla Grecia sogna di approdare a Parigi. Fuori concorso – insieme a The Reader di Stephen Daldry (Golden Globe a Kate Winslet come miglior attrice protagonista), The Dust of Time di Theo Angelopoulos, The Private Lives of Pippa Lee di Rebecca Miller e il comico Pink Panther 2 di Harald Zwart, con Steve Martin e Jean Reno – anche il film collettivo Deutschland 09 (dietro la macchina da presa i tedeschi Fatih Akin, Tom Tykwer, Wolfgang Becker, Sylke Enders, Dominik Graf, Romuald Karmakar, Nicolette Krebitz, Isabelle Stever, Hans Steinbichler, Hans Weingartner, Christoph Hochhäusler, Dani Levy e Angela Schanelec), sulla situazione politica e sociale in Germania e Notorius di George Tillman Jr., sull’ascesa di Christopher Wallace – questo il vero nome di Notorious B.I.G. – dai suoi inizi come spacciatore di crack a Brooklyn, fino al successo come protagonista indiscusso della scena hip-pop. Un altro maestro in gara per l’Orso d’oro: Bertrand Tavernier, che presenterà In the Electric Mist, adattamento de L’occhio del ciclone di James Lee Burke, inventore del tenente Robicheaux, nel film Tommy Lee Jones (nel cast anche John Goodman). Attesa sul red carpet anche Demi Moore, protagonista insieme a Parker Posey ed Ellen Barkin del dramma in concorso Happy Tears, di Mitchell Lichtenstein, regista del controverso Denti. Qui i toni si fanno assai più seri, con la Moore nei panni di una donna esasperata da un padre affetto da demenza senile e carica di risentimento verso la sorella (Parker Posey). Affezionato a Berlino è il francese François Ozon che, due anni dopo Angel – La vita, il romanzo, torna in competizione con Ricky, storia di un bambino dai poteri molto speciali (realizzati dalla BUF, autrice degli effetti di Spiderman e Matrix). Nel cast Alexandra Lamy e Sergi Lopez. Il già Orso d’oro alla carriera (2006) Andrzej Wajda – alla Berlinale lo scorso anno con Katyn – porterà invece in competizione Tatarak, dal libro del polacco Jaroslaw Iwaszkiewicz, mentre il tedesco Hans-Christian Schmid (autore di Requiem) presenterà Storm, sorta di Witness-Il testimone ambientato nelle aule del tribunale di guerra per i crimini nell’ex Jugoslavia. Annunciati in concorso anche l’iraniano Darbareye Elly di Asghar Farhadi (autore di Fireworks Wednesday), Gigante di Adrián Biniez (una coproduzione Uruguay/Germania/Argentina), Katalin Varga dell’esordiente Peter Strickland, La Teta Asustada di Claudia Llosa e Lille Soldat di Annette K. Olesen. Infine questi i titoli precedentemente annunciati: Rage di Sally Potter, con Judi Dench, Jude Law e Dianne West, il tedesco Alle Anderen di Maren Ade con Birgit Minichmayr e Lars Eidinger, l’opera prima USA The Messenger di Oren Moverman, con Ben Foster, Woody Harrelson e Samantha Morton, la coproduzione svedese, tedesca e danese Mammoth di Lukas Moodysson con Gael Garcia Bernal, Michelle Williams e Tom McCarthy, Mei Lanfang di Chen Kaige, con Leon Lai, Zhang Ziyi e London River Algeria di Rachid Bouchareb, con Brenda Blethyn e Sotigui Kouyate. Il festival di Berlino è in programma dal 5 al 15 febbraio.

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