Quando la TV è DOC

"Restituire al piccolo schermo la capacità di mostrarci la realtà": la missione di TV2000, in Mostra con i suoi nuovi documentari
Quando la TV è DOC

“Quello che stiamo cercando di fare come TV2000 è di restituire alla televisione la sua funzione di mostrarci la realtà, quella lontana ma anche quella che ci è più vicina ma resta invisibile”. Paolo Ruffini, Direttore di rete, presenta così la nuova produzione autonoma di documentari che TV2000 ha deciso di mettere in piedi per il palinsesto della nuova stagione televisiva. La conferenza stampa, in cui sono state mostrate le immagini in anteprima di sette documentari, è stata ospitata questo pomeriggio presso la sala della Fondazione Ente dello Spettacolo all’Hotel Excelsior del Lido di Venezia.

“La forma di documentario è forse oggi la più adatta a raccontare la realtà. TV2000 ha deciso di avviare una propria produzione di documentari, seguendo il filone del racconto cinematografico della realtà che ha assunto una sempre maggiore rilevanza negli ultimi anni, come dimostra il Leone d’Oro assegnato a Sacro GRA a Venezia nel 2013″ spiega il giornalista Fabio Falzone.

“TV2000 sta cercando di cambiare pelle. Con alcuni interventi di autoproduzione vogliamo raccontare la realtà non solo italiana, ma di tutto il mondo” sono le parole di Lorenzo Serra, Direttore generale di Tv2000.

Alessandro Sortino, ex inviato delle Iene e ora Direttore artistico di TV2000, racconta un aneddoto personale per spiegare le ragioni profonde della scelta del canale televisivo della Conferenza Episcopale Italiana di produrre dei documentari: “Nel 1997 vennero proiettati al Festival di Venezia i cortometraggi di alcuni grandi registi italiani tra cui Monicelli, Scola e Tognazzi. Il corto di Monicelli lo avevo scritto io. Quell’anno andai a Venezia: essere applaudito vicino a Monicelli cambiò completamente la mia vita. Se oggi San Pietro fosse eletto papa ci sarebbe qualcuno che pubblicherebbe in rete il video di quando tradisce Gesù. La realtà frammentata e superficiale di internet non rivela la profondità dell’umano, che non può essere spiaccicata in un momento singolo della vita di una persona, ma è un percorso lungo e complicato. La forma documentario aiuta meglio a narrare la complessità e la bellezza della vicenda umana”.

“In questo lungo e difficile percorso – continua Sortino – si può inserire il perdono, la sua ricerca e il suo significato più profondo. Uno dei progetti su cui stiamo lavorando si chiama Settanta volte sette  e affronta, per l’appunto, il tema del perdono. Tra gli altri documentari La barriera di Pierfrancesco Li Donni cerca di raccontare la speranza anche nelle periferie italiane più disagiate e dominate dalla criminalità organizzata. La notte dell’innominato di Anna Recalde Miranda racconta invece una moderna storia di conversione. Appunti di felicità parla dei tenaci tentativi di costruire una vita serena da parte di persone sfortunate in giro per il mondo, dall’Afghanistan al Pakistan fino alla Mauritania. Il Respiro di Dio di Cristina Caricato racconta di molte persone che hanno compiuto la propria ricerca della felicità trovandola in Dio e nella sua presenza misericordiosa, nello spirito di Papa Francesco. Cattolici dell’altro mondo racconta cosa vuol dire essere fedeli cattolici nel mondo di oggi, che non significa affatto essere fuori dal mondo. Frammenti di un perdono mostra le interviste agli ultimi partigiani cattolici rimasti in vita”.

“Facciamo vedere a tutti cosa è la Tv di qualità” ha concluso l’incontro Don Davide Milani, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo.

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