Quando il cinema s’industria…

Primo degli incontri della Film Commission Torino Piemonte: focus sulla fiction-tv, con le menti di Boris e Romanzo criminale
24 Ottobre 2012
Quando il cinema s’industria…

Primo appuntamento degli incontri Quando il cinema s’industria organizzati da Film Commission Torino Piemonte, dedicati al mondo della sceneggiatura.
Il primo media preso in esame è stato quella della tv (seguiranno cinema e web), raccontato, sviscerato e analizzato da Mattia Torre, Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo (sceneggiatori di Boris), Daniele Cesarano (autore delle due stagioni di Romanzo criminale e del film ACAB – All Cops Are Bastards) e Piero Bodrato (Elisa di Rivombrosa e Nero Wolfe).
“Ho capito che la tv poteva offrire tanto, anche più del cinema”, racconta Vendruscolo “quando è morto il Dottor Green di E.R.: stavo come un cane e neppure lo guardavo quel telefilm! Lì ho capito che con 10, 20, 40 ore di storia, puoi arrivare allo spettatore in un modo unico e intenso”.
I 3 sceneggiatori di Boris si presentano al pubblico come dei privilegiati, trovatisi a lavorare su una serie che “Fox ha voluto perché alla ricerca di un prodotto italiano anomalo,” spiega Torre “ma che all’inizio doveva essere solo una stagione, senza neppure uno sviluppo orizzontale della trama; poi invece questo divertissement è piaciuto molto e abbiamo continuato…”
Un successo che non ha, tuttavia, generato quel Big Bang che i tre speravano di innescare, non solo per le proprio carriere, ma per tutto il movimento fiction italiano.
“In Italia purtroppo si continua a considerare la fiction solo come qualcosa di classico, di rassicurante”, commenta amareggiato Ciarrapico “il pubblico vuole saper intuire cosa dirà Don Matteo e chi produce un prodotto tv non pensa speriamo che piaccia, ma speriamo che se la bevano… funziona così!”
A difendere, almeno in parte, la tv generalista, è presente Bodrato che motiva la poca qualità delle serie targate RAI e Mediaset sottolineandone “la volontà di voler accontentare tutti: vescovi, politici, vecchi, donne e bambini. Non dimentichiamoci che le serie Tv americane, che tutti prendiamo a modello, sono nate con le tv via cavo. Con persone cioè, che hanno deciso di pagare per vedere prodotti di qualità.”
S’inserisce Cesarano con una speranza che è comune a tutti coloro che amano le serie Tv: “Io vorrei che prodotti come Romanzo criminale e Boris fossero la normalità sui canali generalisti – e sono convinto che farebbero gli stessi ascolti di Distretto di polizia e de I Cesaroni – e che su Sky ci fosse qualcosa di più, qualcosa per cui valga la pena di pagare di tasca propria.”
Un modo per cercare di invertire la rotta e avvicinarci alle serie statunitensi e inglesi (in parte), potrebbe essere quella di non puntare su attori celebri per vendere prodotti mediocri, ma scrivere ottime storie per buoni attori e, magari, lanciare future star. Come succede sempre negli USA (dove attrici come Glenn Close arrivano solo alla quarta stagione di The Shield), e come è successo un’unica volta, in modo clamoroso, in Italia con Luca Zingaretti e il suo commissario Montalbano.

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