Premiere Cannes

Countdown per l'inaugurazione della 64° edizione del Festival. Dal mistero Carla Bruni per Midnight in Paris alla Deneuve, da Habemus Papam a Sorrentino, da De Niro a Penn: star e autori sulla Croisette
9 Maggio 2011
Premiere Cannes

(Cinematografo.it/Adnkronos) – Mancano poche ore al via del 64° Festival di Cannes, che quest’anno propone un cartellone ricchissimo di maestri e una quantità di star che assicureranno glamour e riflettori sempre accesi sul tapis rouge. Già il film d’apertura, Midnight in Paris di Woody Allen vanta un cast stellare composto da Owen Wilson, Kathy Bates, Adrien Brody, Marion Cotillard, Rachel McAdams ed una partecipazione straordinaria ‘presidenziale’: quella di Carla Bruni. Al momento, però, è confermata la presenza sulla Croisette del regista e di tutto il cast, tranne quella della premiere dame, sulla cui possibile maternità continuano a rincorrersi voci. Che sia o no a Cannes la partecipazione della Bruni regalerà alla pellicola che aprirà mercoledì ufficialmente la kermesse un’illuminazione mediatica enorme.
Per quanto riguarda il concorso la qualità di gran parte dei 20 registi invitati è fuori discussione: oltre agli italiani Nanni Moretti (Habemus Papam) e Paolo Sorrentino (This Must Be the Place), c’é anche il Pedro Almodovar in salsa horror con La piel que habito. Tra i “grandi” in competizione ci saranno pure gli attesi Terrence Malick (The Tree of Life), Lars von Trier (Melancholia), i fratelli Dardenne (Le gamin au vélo), Aki Kaurismaki (Le havre), Takashi Miike (Ichimei), Nicolas Winding Refn (Drive), Nuri Bilge Ceylan (Bir Zamanlar Anadolu’Da) e Radu Mihaileanu (La source des femmes).
Si contenderanno la Palma d’Oro poi Bertrand Bonello (L’apollonide – Souvenirs de la maison close), Alain Cavalier (Pater), Joseph Cedar (Hearat Shulayim), Naomi Kawase (Hanezu no tzuki), gli esordienti Julia Leigh (Sleeping Beauty) e Markus Schleinzer (Michael), Maiwenn (Polisse) e Lynne Ramsay (We Need to Talk About Kevin). Mentre il ventesimo titolo, annunciato come da tradizione solo pochi giorni fa, è il francese The Artist di Michel Hazanavicius.
Ad aggiudicare la Palma d’oro e gli altri premi del concorso principale sarà la giuria internazionale presiduta da Robert De Niro, al fianco del quale sono stati chiamati la star di Sherlock Holmes Jude Law, l’attrice americana Uma Thurman e il popolare regista e produttore Johnny To. Con loro il regista francese Olivier Assayas, autore del bellissimo biopic Carlos, l’attrice e produttrice argentina Martina Gusman, la produttrice cinese Nansun Shi, la critica e scrittrice norvegese Linn Ullmann e il regista Mahamat-Saleh Haroun, originario del Ciad, premiato a Cannes lo scorso anno per il suo A Screaming Man.
Moretti e Sorrentino, nel commentare la loro partecipazione, si sono mostrati cauti: “Sono stato diverse volte a Cannes, con Ecce bombo più di 30 anni fa, con La stanza del figlio una decina di anni fa e poi con Il Caimano cinque anni fa ma mai per raccontare l’Italia ai francesi. Non ho mai pensato di raccontare l’Italia ai francesi, per questo ci sono i tg e i siti internet e non credo che loro aspettino un mio film per sapere com’è l’Italia”, ha detto il regista di Habemus Papam. “Il film deve piacere: regista, attori e credenziali esterne non fanno punteggio”, ha messo le mani avanti Sorrentino, che porta a Cannes This Must Be The Place, interpretato da quel Sean Penn che da presidente nel 2008 attribuì a Il Divo il Gran Premio della Giuria.
Accattivanti anche i nomi di “Un Certain Regard” dove, dopo il film d’apertura di Gus Van Sant (Restless), figurano tra gli altri Bruno Dumont (Hors Satan), Robert Guediguian (Les neiges du Kilimandjaro), Hong Sangsoo (The Day He Arrives), Kim Ki-duk (Arirang) e il russo Andrey Zvyagintsev (Elena). A questi si è aggiunto nelle ultime ore Be Omid e Didar (Good Bye) diretto dall’iraniano Mohammad Rasoulof. L’annuncio dell’arrivo del film di Rasoulof è stato dato insieme a quello della presenza – fuori concorso – di un film di Jafar Panahi, In Film NIST (Questo non è un film). Entrambi i film sono stati girati in semi-clandestinità ed entrambi i registi stanno affrontando un processo in Iran, che in primo grado ha portato alla loro condanna a 6 anni e al divieto di girare film per 20 anni. Il film di Panahi sarà proiettato il 20 maggio e racconta come, per mesi, il regista ha atteso il verdetto della Corte d’appello. Attraverso la rappresentazione di un giorno in vita sua, Jafar Panahi, coadiuvato nella regia da Mojtaba Mirtahmasb (documentarista ed ex assistente alla regia di Panahi), offrono una panoramica della situazione attuale del cinema iraniano. Il Festival di Cannes ha diffuso anche una lettera ricevuta dal Panahi, in cui si legge: “La realtà di essere vivo e il sogno di mantenere in vita il cinema ci ha motivato a passare attraverso le limitazioni esistenti nel cinema iraniano… E’ nostro dovere non lasciarci sconfiggere e trovare soluzioni”. Gilles Jacob e Thierry Fremaux hanno definito la spedizione dei due film iraniani a Cannes, mentre il processo ai due registi è ancora in corso, “un atto di coraggio, insieme a un messaggio artistico incredibile”. La giuria di Un Certain Regard sarà presieduta da Emir Kusturica e composta da: l’attrice transalpina Elodie Bouchez, il critico del Guardian Peter Bradshaw, il responsabile creativo del Tribeca Geoffrey Gilmore e il direttore del Morelia Festival, la messicana Daniela Michel.
La giuria che decreterà, invece, la migliore opera prima (“Camera d’Or”) sarà composta dal regista sudcoreano Bong Joon-Ho (presidente), il critico francese Daniele Heymann, il capo del Magyar Filmunio Eva Vezer, il direttore della fotografia Robert Alazraki, il manager di Cinedia Laboratory Daniel Colland, il regista Jacques Maillot e il critico Alex Masson.
Fuori concorso, a parte Woody Allen, ci saranno anche Pirates of the Caribbean: On Stranger Tides di Rob Marshall e il nuovo film da regista di Jodie Foster, The Beaver. Nessun italiano figura al Certain Regard né nel programma della 50° Semaine de la critique, dove il Presidente di giuria è il coreano Lee Chang-dong. I cortometraggi e i mediometraggi in gara saranno invece giudicati dalla giuria presieduta da Jerzy Skolimowski.
Le proiezioni speciali saranno La guerre est déclarée di Valérie Donzelli (Francia), film d’apertura della Semaine, Walk Away Renée di Jonathan Caouette (USA/Francia/Belgio) e My Little Princess di Eva Ionesco (Francia), film del 50° anniversario. Il film di chiusura, infine, è Pourquoi tu pleures? di Katia Lewcowicz (Francia). L’Italia si rifarà però con la Palma d’Oro onoraria a Bernardo Bertolucci. Il regista italiano è il terzo regista nella storia del festival di Cannes a ricevere un riconoscimento simile: nel 2002 era toccato a Woody Allen, nel 2009 a Clint Eastwood ma la novità, da quest’anno, è che il premio verrà istituzionalizzato e attribuito a ogni edizione. “La qualità dei sui lavori, che appare oggi in tutta la sua unicità e vastità, la forza del suo impegno e i legami che li uniscono, rendono Bertolucci il primo legittimo destinatario della Palma d’Oro onoraria”, hanno dichiarato in una nota Gilles Jacob e Thierry Fremaux, rispettivamente presidente e direttore del Festival di Cannes, nel dare l’annuncio del premio. La cerimonia di premiazione è in calendario mercoledì 11 maggio, alla presenza del Presidente di Giuria Robert De Niro che aveva lavorato con Bertolucci in Novecento.
Cannes renderà omaggio anche ad un altro grande del cinema, questa volta francese: Jean-Paul Belmondo. La 64° edizione della kermesse francese (11-22 maggio) dedicherà infatti una serata speciale al celebre protagonista di Fino all’ultimo respiro e Il bandito delle undici: il 17 maggio sarà infatti proiettato, alla presenza dello stesso Belmondo (definito da Gilles Jacob e Thierry Fremaux “uno dei più grandi attori francesi di tutti i tempi”), il documentario Belmondo, Itineraire diretto da Vincent Perrot e Jeff Domenech, a cui farà seguito una festa. Un altro spazio all’Italia sarà concesso dalla sezione Cannes Classics dove è stato invitato il primo film di Elio Petri, L’assassino del 1961, restaurato dalla Cineteca di Bologna e dal Museo Nazionale del Cinema di Torino per concessione della Titanus. La pellicola, riversata in digitale presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna, sarà in programma il 20 maggio, alle ore 20. Il restauro è parte integrante del progetto di valorizzazione del fondo Elio Petri, che Paola Pegoraro Petri ha donato al Museo Nazionale del Cinema di Torino nel 2007, comprendente l’intero archivio personale del regista costituito da documenti, sceneggiature, fotografie, appunti e corrispondenza.
A chiudere il 64° Festival di Cannes, il 22 maggio, sarà la pellicola di Les bien-aimés di Christophe Honoré che verrà proiettata dopo la cerimonia in cui il presidente di giuria Robert De Niro e il resto dei giurati assegneranno la Palma d’Oro e gli altri premi.
Les bien-aimés (il titolo internazionale è The Beloved) è una commedia sulla cui trama non si hanno ancora moltissime notizie: si sa però che la storia si sviluppa in diverse città del mondo e in vari decenni dell’ultimo secolo, dalla Praga degli anni ’60 alla Londra degli anni ’80, dal mondo dopo l’11 settembre fino alla Parigi dei nostri giorni, dove gli attori cantano su composizioni di Alex Beaupin. Nel cast stellare del film figurano Catherine Deneuve e sua figlia Chiara Mastroianni, Ludivine Sagnier, Milos Forman, Louis Garrel e Michel Delpech.

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