Ponti, la mia Passione sinistra

"Contrapposizione politica spunto per raccontare un cambiamento", dice il regista. Che torna dopo nove anni, in commedia romantica: con Lodovini e Preziosi
11 Aprile 2013
Ponti, la mia Passione sinistra
Alessandro Preziosi e Valentina Lodovini:Passione sinistra

Nove anni dopo A/R Andata + Ritorno torna alla regia di un lungometraggio Marco Ponti, che nel 2001 ottenne consensi di critica e pubblico grazie a Santa Maradona: “In questo lasso di tempo ho fatto molti figli e dato priorità al lavoro di mia moglie. So che non è il massimo del carrierismo, ma era giusto fosse così”, dice il regista, che il 18 aprile grazie a 01 distribution porta nelle sale (circa 250) Passione sinistra, commedia romantica con Valentina Lodovini, Alessandro Preziosi, Vinicio Marchioni, Eva Riccobono e Geppi Cucciari (più un velocissimo cammeo di Marco Travaglio). “Mi è stato proposto il libro di Chiara Gamberale (Bompiani, ndr) dalla Bianca Film, racconta Ponti, e dopo averlo letto ho deciso che potevo farne un film, partendo da uno scontro che potesse però generare qualcosa di buono: non solo radicarne il racconto sulla contrapposizione politica ed idealistica tra destra e sinistra, ma sfruttare dei personaggi intrappolati inizialmente in situazioni che li limita, schiavi di un modo di fare che non porta da nessuna parte. Alla fine non so che succederà loro, ma c’è un cambiamento: il film inizia con la dualità destra-sinistra e lo sviluppo è costruito affinché se ne possa uscire”.
Da una parte Nina (Lodovini), idealista, ecologista, radical chic, dall’altra Giulio (Preziosi), ricco, arrogante e maschilista: in mezzo i rispettivi compagni, lo scrittore-intellettuale-seduttore Bernardo (Marchioni) e la svampita-frivola-elegante Simonetta (Riccobono); la compravendita di una villa sul mare ereditata da Nina darà il la ad uno scontro/incontro che porterà, appunto, a più di qualche metamorfosi. “Amo molto il cambiamento, perché è comunque evoluzione, dice Valentina Lodovini. E’ una commedia romantica sì, ma la vedo come una storia su un’identità che si plasma, cresce. La diversità è ricchezza e il personaggio di Nina lo considero un po’ come quello di Alice nel paese delle meraviglie, che in piena confusione alla fine però trova se stessa”.
La politica, comunque, rimane sempre una presenza molto forte nel film, come testimonia il personaggio del candidato sindaco di Roma interpretato da Glen Backhall, per il quale Nina dovrà scrivere il discorso post-elezioni: “Renzi? Assolutamente no, dice Marco Ponti. Quel personaggio nasce da una sola ispirazione, il re dei Lemuri del cartoon Madagascar: fateci caso, è un film per bambini, e il messaggio è abbastanza esplicito, state attenti perché il potere può anche essere stupido e pericoloso”. E la fugace apparizione di Travaglio, nella parte di se stesso? “Nina ha bisogno di credere in un punto di riferimento e lui mi ha sempre dato questa sensazione, di avere un’opinione su tutto, giusta o sbagliata che sia. Non a caso – conclude il regista – quando lei lo incontra in mezzo alla strada gli chiede subito qualcosa, a cui lui non potrà rispondere perché il semaforo diventa verde…”.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy