Patierno si vede dal mattino

"Dopo Pater familias un altro film non catalogabile", dice il regista. Che racconta il Baldini giocatore
20 Febbraio 2008
Patierno si vede dal mattino
Il registaFrancesco Patierno

“Dopo un percorso tormentato sono di nuovo in gioco: avevo voglia di fare un film diverso da Pater familias perché volevo muovermi su nuove strade, accumulare esperienze, anche se mantengo inalterato quel legame molto stretto con la verosimiglianza, che mi ha portato comunque a costruire un mondo, quello delle sale corse per esempio, che non mi appartiene assolutamente ma che ho cercato di riprodurre a mia immagine e somiglianza”. E’ un Francesco Patierno che “non scende a compromessi”, che torna alla regia dopo cinque anni per confezionare Il mattino ha l’oro in bocca, nelle sale dal 29 febbraio in 200 copie per Medusa: partito dal libro autobiografico di Marco Baldini (Il giocatore, ed. Baldini Castoldi Dalai) – speaker radiofonico famoso per la trasmissione Viva Radio 2 condotta insieme a Fiorello,  con un passato da “giocatore cronico” e debitore verso usurai senza scrupoli di qualcosa come 5 miliardi delle vecchie lire – per poi allontanarsene e raccontare “aspetti di Baldini attraverso i racconti, anche contrastanti, delle persone che l’avevano conosciuto in quel periodo”, Patierno si affida ad Elio Germano per disegnare il ritratto di un giovane, brillante talento della radio al tempo stesso fortemente attratto dal gioco e incapace di uscirne in tempo utile: “Insieme al regista – racconta Germano – abbiamo deciso di mantenere una distanza dal Marco Baldini che tutti conoscono, anche perché non avrebbe avuto senso proporre un’imitazione, soprattutto di un personaggio in qualche modo indipendente da ciò che rappresenta oggi”. Prima gli anni settanta a Firenze, il rapporto contrastato con Cristina (Martina Stella), l’esordio in una piccola emittente regionale e i timidi passi in sala corse: poi la chiamata inaspettata di Cecchetto (Dario Vergassola), l’arrivo a Milano, il difficile inserimento a Radio Deejay e il fantastico inizio dei duetti con Rosario Fiorello (Corrado Fortuna): ma il richiamo del gioco è irrefrenabile, l’agenzia ippica diventa nuovamente la sua seconda casa, gli strozzini i suoi più fedeli “ammiratori” e Cristiana (Laura Chiatti), bella cassiera della sala corse, la ragazza che potrebbe salvarlo… “Sono un giocatore per il lavoro che faccio – dice ancora Elio Germano – e credo che ognuno di noi abbia o cerchi un gioco con il quale ritrovare il bambino che era: dietro ogni dipendenza, a ben vedere, c’è la ricerca del piacere, ed è soprattutto agli occhi di un osservatore esterno che la stessa assume i connotati della drammaticità”. Per questo, come spiega Patierno, “il film è difficilmente catalogabile, lontano dalla commedia o dalla tragedia, anche se fondamentalmente lieve proprio per tratteggiare con veridicità quello che contraddistingueva lo stato d’animo del Baldini giocatore: uomo che veniva picchiato dagli strozzini e un minuto dopo andava in radio per far ridere la gente”.

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