Patierno e La gente che sta bene

"Comicità e cinismo, senza buonismo", dice Claudio Bisio. Con Abatantuno e la Buy nel dramedy del regista napoletano
21 Gennaio 2014
Patierno e La gente che sta bene
La gente che sta bene

“Una storia al maschile, ma il film a sorpresa è femminile: se il personaggio di Margherita Buy non sbandiera la propria forza e porta al finale ribaltamento, un’altra donna si sacrifica”. Parola del regista Francesco Patierno, che il 30 gennaio porta in 300 sale con 01 Distribution La gente che sta bene, dramedy interpretato dall’avvocato, “uno che ce l’ha fatta”, Claudio Bisio, la moglie Margherita Buy, il magnate della finanza Diego Abatantuono e la sua giovane consorte Jennipher Rodriguez, tutti coinvolti in un tourbillon di trattative, segreti, egoismi, vigliaccherie e “vittorie” a ogni costo.“Mi ha salvato Margherita, come personaggio e come attrice: è il personaggio più negativo della mia carriera, ma nel finale grazie a una redenzione, che non c’era nel libro, diventa attivo, non rimane un cattivo a due dimensioni. Comunque, io stesso mi chiedevo: perché amare un tale deficiente?”, dice Bisio, e a lodare la Buy è anche Patierno: “Ha un ruolo difficile, perché fatto solo di sguardi e silenzi”. E Margherita? “La mia Carlita non ha più bisogno di dimostrare il proprio valore, ha superato quella fase: per amore della famiglia accetta pure di stare con un idiota…”. Viceversa, Aabtantuono parla “del mio personaggio più cattivo, più ancora di quello di Io non ho paura: anzi, più che cattivo, stronzo. Questo è un film coraggioso, particolare, e il fatto di interpretare questo cattivo mi è piaciuto: tornando a casa, mi scoprivo più buono”. Se parla dei “miei 57 anni e della seconda possibilità che mi ha dato il cinema” e sfodera un’analogia politica : “Mi gioco il tutto per tutto in questi mesi come Renzi”, Bisio puntualizza come La gente che sta bene, e già il libro omonimo di Federico Baccomo, abbiano “una comicità cinica, poco italiana: questo film non può essere accusato di buonismo”.
Ancora, Patierno sottolinea “il grande lavoro di adattamento” sull’exemplum dei “serial americani, che sono soprattutto ormai storie di personaggi”, con Bisio a citare il caso di The Office, fatto di “dialoghi lunghi, comicità involontaria, mai caricata”. Per il ruolo del protagonista Umberto Maria Dorloni Federico Baccomo aveva già pensato a Bisio, tanto da scriverlo nel libro stesso: “Una cosa buffa e bella, che poi si sia verificato davvero”. E il sodalizio con Patierno potrebbe conoscere presto altre puntate: “L’amore per le serie Usa, la comicità feroce, sono tante le cose che condiviso con lui”, conclude il regista.

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