Parlando di Glassboy

"La sfortunata coincidenza con questa pandemia ha fatto sì che questo film diventasse molto attuale", dice Samuele Rossi. Che dall'1 febbraio porta sulle piattaforme il lungometraggio tratto dal Bambino di vetro di Silei
Parlando di Glassboy
Glassboy

“Oggi ci sono tantissimi giovani, isolati e confinati, che non possono andare a scuola e che vivono la propria vita dietro un monitor. Di conseguenza questo film è purtroppo diventato profetico perché il protagonista è un bambino chiuso in casa per via di una malattia ereditaria”.

A parlare è il regista Samuele Rossi alla presentazione della sua opera seconda dal titolo Glassboy (ragazzo di vetro appunto), film dall’1 febbraio disponibile sulle principali piattaforme TVOD, liberamente ispirato al romanzo di Fabrizio Silei Il Bambino di Vetro.

Al centro della storia Pino (Andrea Arru), un giovane che vive sotto una campana di vetro, lontano dal mondo che può osservare soltanto attraverso la finestra. Per fortuna gli Snerd, uno sgangherato gruppo di amici (Mia Polemari, Rosa Barbolini, Gabriel Mannozzi DeCristofaro, Gianni  Cagnetta e Stefano Trapuzzano) in sella alle loro biciclette riusciranno a dare un po’ di brio alla sua vita monotona, aiutandolo ad emanciparsi dalle rigide regole della Nonna Helena (Loretta Goggi) e del suo insegnante pazzo (Massimo De Lorenzo), nonché dai suoi genitori iperprotettivi (Giorgia Wurth e David Paryla). Nel cast anche Giorgio Colangeli nella parte del medico che segue l’andamento della malattia del ragazzo.

“Ho lavorato su questo progetto quasi sei anni- racconta il regista-. Ho letto il libro nel 2014 e poi ho deciso di farne un film per l’infanzia. Ne è venuto fuori questo film per ragazzi, un genere che, in modo sbagliato, spesso viene considerato cinema di serie b. Il libro al quale mi sono ispirato può essere accostato per certi versi alle classiche storie come quelle di Gian Burrasca o Pippi Calzelunghe. La storia, che tra l’altro ha vinto il Premio Andersen nel 2012, l’ho tradita nella forma, ma non nello spirito perché volevo mantenere l’energia e il sapore autentico con cui Fabrizio Silei ha saputo raccontare il mondo dell’infanzia”.

Il regista Samuele Rossi

Tra le fonti di ispirazione in primis ovviamente I Goonies di Richard Donner, ma anche E.T . e Hook di Steven Spielberg e tanti personaggi del mondo Disney come Crudelia Demon della Carica dei 101 per la nonna interpretata da Loretta Goggi e il maggiordomo degli Aristogatti per il ruolo di De Lorenzo.

“La sfortunata coincidenza con questa pandemia ha fatto in modo che questo film diventasse molto attuale- prosegue-. Prima quando un bambino non andava a scuola si esultava, ora invece è il contrario. In ogni film si racconta l’infanzia come un periodo per superare le proprie fragilità, come una sfida. Anche io ho dovuto superare una mia grande difficoltà: da piccolo balbettavo e questo mi impediva di avere rapporti, come dire, fluidi con i miei coetanei. Insomma questo film è un incontro tra il linguaggio della realtà e quello della fiaba”.

Prodotto da Solaria Film, Peacock Film, Wildart Film, con Rai Cinema, Glassboy è una coproduzione Italia, Svizzera e Austria. “Con questo lungometraggio ho realizzato un mio sogno- dice il produttore Emanuele Nespeca (Solaria Film)- Spero che sia il primo di una lunga serie di film dedicati ai ragazzi. L’unico mio dolore è quello di uscire in digitale e non al cinema”.

Infine interviene Loretta Goggi: “Qui sono una nonna molto autoritaria e poco accondiscendente. La fragilità di questo bambino è la sua vera forza”.

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