Parlando di Figli

"Non mi sono mai sentito all'altezza, ma quando ho iniziato a vivere la paternità come una cosa difettosa, ma piena d'amore, allora sono stato meglio", dice Mastandrea. "Questo è un film d'amore", aggiunge la Cortellesi. Nelle sale dal 23 gennaio con l'opera di Mattia Torre, per la regia di Giuseppe Bonito
Parlando di Figli
Cortellesi e Mastandrea in Figli di Mattia Torre, regia di Giuseppe Bonito - Foto Andrea Pirrello

Figli? Uno è già abbastanza e due “valgono undici”. Non è facile reggere l’onda d’urto dell’arrivo del secondo figlio: ne sanno qualcosa Sara (Paola Cortellesi) e Nicola (Valerio Mastandrea), sposati, innamorati, già genitori di Anna, una bambina di sei anni, e ora nuovamente dentro quel tunnel di poppate notturne e pannolini e stravolgimenti di equilibrio, dal quale sembra non esserci via d’uscita. 

E’ Figli, film ideato e scritto dal compianto Mattia Torre, prematuramente scomparso lo scorso luglio, e già in nuce nel celebre monologo, diventato fenomeno social, I figli invecchiano interpretato in televisione da Valerio Mastandrea.

Valerio Mastandrea in Figli – Foto Andrea Pirrello

Arriva nelle sale il 23 gennaio distribuito da Vision Distribution, portato sul grande schermo da Giuseppe Bonito, che già precedentemente aveva lavorato con Torre ne La linea verticale e in Boris.

“E’ un film di Mattia Torre – dice il regista -. Questa premessa mi sembra necessaria per raccontare il mio approccio alla regia del film dopo la prematura scomparsa di Mattia. Mi manca molto. Tutto è successo in modo repentino, fu lui a chiamarmi in un momento nel quale fisicamente cominciava veramente a fare fatica. Ero molto disorientato, anche perché l’altro film che feci, Pulce non c’è,  era molto drammatico e poi io non ho figli. Mattia, per usare parole sue, aveva bisogno di un regista di sostegno e mi disse: non mi chiedere perché, ma istintivamente ho pensato a te”. 

Il regista Giuseppe Bonito – Foto Andrea Pirrello

Un grandissimo autore che manca tantissimo a tutte le persone che lo hanno anche solo sfiorato professionalmente. A cominciare da Valerio Mastandrea, che oltre ad averci lavorato insieme, è suo amico da una vita: “Ognuno aveva un rapporto speciale con lui. Non è un film che parla di figli e basta, ma di come si può e si deve resistere agli urti della vita. Dentro questo film c’è tutto il modo di approcciare alla realtà di Mattia: la sua ironia e la sua sfrontatezza. Raccontava la vita, stando dentro le cose e non giudicando. In questa storia c’è molto della sua storia e del suo bagaglio emotivo e sentimentale. Ho rivisto molte componenti biografiche, perché lo conoscevo da vicino. Che grande fortuna ha avuto chi è stato a contatto con lui”. 

E Paola Cortellesi: “Mi sono ritrovata in tutto, dalle feste allucinanti alle varie tipologie di genitore, e ridevo di me stessa: questa è una delle tante caratteristiche della scrittura di Mattia. Non racconta cose surreali, le racconta in modo surreale, ma sono cose vere nelle quali ognuno di noi si riconosce. E’ terapeutico”.

Un film sulle coppie con figli, ma non solo. “E’ un film d’amore in generale e del lavoro certosino che si fa in una coppia, con o senza figli, per andare avanti. Poi, certo, un secondo figlio con una bambina già grande spariglia un po’ più  le carte”, dice Paola Cortellesi. 

Paola Cortellesi in Figli – Foto Andrea Pirrello

Di certo, è anche un film che esce in un momento storico in cui di figli se ne fanno pochi. C’è una battuta di Valerio Aprea che dice: “Fare figli è una cazzata”. Lo è? “Pure se fossimo d’accordo con Aprea non potremmo dirlo adesso”, risponde scherzando Mastandrea, da tempo papà, e poi aggiunge: “Vorrei parlare del ruolo della madre, vista come una benedizione da parte della cultura del nostro paese. Se sei madre tu devi automaticamente rinunciare a tutto. Questa è la cultura da combattere. Essere madri o genitori non è il punto di arrivo delle persone. E’ una fase di accompagnamento verso la vita, la crescita e la fine, sì. Dovrebbe essere una cosa naturale e non condita di aspettative che poi ognuno pensa di non poter mantenere. Io non mi sono mai sentito all’altezza, ma quando ho iniziato a vivere la paternità come una cosa difettosa, ma piena d’amore, allora mi sono sentito meglio”.

Tante le soluzioni presentate, ma alla fine si sceglie di rappresentarne una: quella di “combattere” per far funzionare le cose. “Non credo che volesse lanciare un messaggio al cosmo – dice Mastandrea-. Però Mattia era un ottimista. Anche nei suoi pezzi teatrali c’era sempre una punta di ottimismo. Questa storia pesca molto dalla sua storia e vuol dire: signori si può fare, però poi ognuno faccia come gli pare”.

Un altra scena del film – Foto Andrea Pirrello

Un film che parla anche dell’Italia e dei pensionati. “Molto spesso noi siamo stati una generazione che è stata genitore dei propri genitori. Per motivi storici, si facevano i figli a vent’anni e le mamme lavoravano e dunque si cresceva con i nonni. Adoro la voglia di Mattia di gridare alle generazioni che ci hanno preceduto quanto fossero responsabili”.

Nel cast, in tanti piccoli ruoli, anche tutti gli attori che hanno lavorato con Mattia Torre: Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Andrea Sartoretti e tanti altri. 

Figli è prodotto da Vison Distribution, Wildside e The Apartment. “E’ un film di un amico che non c’è più. Farlo lo trovavo necessario”, dice il produttore Lorenzo Mieli.

E Nicola Maccanico, ad di Vision Distribution, aggiunge: “Siamo molto felici di averlo fatto. E’ un film che unisce un alto grado di realtà con la fantasia, un cinema popolare e alto al tempo stesso. E poi vi ha lavorato un gruppo di persone con qualità umana e profondità fuori dal comune. In tutto il percorso non c’è stato l’eco di un problema, ma solo il grande desiderio di realizzare un’opera d’arte a livello di chi l’aveva scritta”.

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