Panorama sul reale

La sezione più innovativa della berlinale punta sul doc di denuncia. Ritorna Padilha, assente l'Italia
7 Gennaio 2009
Panorama sul reale

“Quasi metà del programma di Panorama è già stato deciso”. Wieland Speck, direttore della sezione più innovativa del Festival di Berlino (la 59ma edizione si terrà dal 5 al 15 febbraio), è tornato dai suoi viaggi intercontinentali con la valigia piena di titoli. 21 dei circa 50 film che andranno a comporre il cartellone della sezione, sono stati resi noti. Per il momento nessun italiano. Torna nella capitale tedesca Josè Padilha, vincitore lo scorso anno dell’Orso d’Oro con Tropa de Elite. Il regista brasiliano presenterà quest’anno Garapa, un documentario sulla fame del mondo. E il doc di denuncia sarà il grande protagonista di Panorama 2009, occupando più di un terzo del programma. Chema Rodriguez (Estrellas de la linea) ad esempio porterà alla Berlinare Coyote, sul business dei contrabbandieri sudamericani, mentre cinque diversi registi si alterneranno alla macchina da presa per descrivere in At Stake le contraddizioni dell’Indonesia, la più popolosa nazione islamica. 15 addirittura sono quelli che hanno diretto invece Fucking Different Tel Aviv, nel tentativo di dare una visione sfaccettata della capitale (e la società) israeliana. Non mancheranno nomi noti come quelli di Julie Delpy (The Countess, con la stessa Delpy e William Hurt), Tom DiCillo (When You’re Strange) o Wolfgang Murnberger (Der Knochenmann), e qualche esordio interessante, vedi Rie Rasmussen, già attrice per Luc Besson (Angel-A) e al debutto in regia col dramma Human Zoo, sulle traversie di una donna che arriva a Parigi dopo essere fuggita dagli orrori della guerra balcanica. Questi gli altri titoli annunciati: Absolute Evil di Ulli Lommel (con David Carradine e Carolyn Neff), Ander di Roberto Caston (altro debuttante), Fig Trees di John Greyson, Ghosted di Monika Treut, Gururi No Koto di Hashigushi Ryosuke, High Life di Gary Yates, La journee de la jupe di Jean-Paul Lilienfeld (con Isabelle Adjani), Laskar Pelangi di Riri Riza, Pedro di Nick Oceano, Rückenwind di Jan Krüger, Sólo quiero caminar di Augustin Diaz Yanes, Unmistaken Child Nati Baratz, White Lightnin’ di Dominic Murphy.

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