Oscar 2014, tutto come previsto

Alla fine nessuna sorpresa, e come l'anno scorso spartizione dei premi nelle categorie maggiori. Snobbati Scorsese e David O. Russell, ennesima delusione per Di Caprio, il vero vincitore è Gravity
3 Marzo 2014
Oscar 2014, tutto come previsto

Come da copione: 12 anni schiavo di Steve McQueen miglior film, Alfonso Cuarón miglior regista per Gravity, Cate Blanchett (Blue Jasmine) e Lupita Nyong’o (12 anni schiavo) migliori attrici, Matthew McConaughey e Jared Leto migliori attori (Dallas Buyers Club). Ed è proprio il film di Jean Marc Vallée a sovvertire in qualche modo il trend della spartizione equa (ed indolore?) delle statuette per le maggiori categorie, cosa già avvenuta lo scorso anno. Nessuna sorpresa, dunque, tanto che anche i quotisti avevano già chiuso le giocate sull’evento Oscar già qualche giorno fa: “E’ come se il Barcellona giocasse contro il Don Bosco”, facendo un esempio calcistico facilmente comprensibile anche per chi mastica poco di pallone. Di fatto, i bookmakers sapevano che ci avrebbero rimesso. Lo sapevano anche Martin Scorsese e David O. Russell, quasi sicuramente, resta il fatto che proprio loro, più di altri, sono i veri sconfitti di questa 86esima edizione degli Oscar. Completamente snobbati i loro due film, The Wolf of Wall Street e American Hustle, rispettivamente candidati a 5 e 10 statuette. Lo scorso anno, forte di 12 nomination, Lincoln di Spielberg riuscì quantomeno a consolarsi con la scenografia e, soprattutto, l’Oscar al suo protagonista Daniel Day-Lewis. Per Scorsese e David O. Russell neanche questo. Il che si traduce con l’ennesima delusione per il “lupo” Leonardo Di Caprio, sempre più agnellino al cospetto dell’Academy, e con la sconfitta dell’intero cast di American Hustle, che portava in nomination due attori e due attrici (Bale, Cooper, Adams, Lawrence).
Resta il fatto che il vero vincitore di quest’anno è Gravity, che si porta a casa 7 statuette (con i favori congiunti di critica e pubblico), oltre ad un incasso mondiale di oltre 700 milioni di dollari. Nessuna sorpresa, dunque, e nel nostro piccolo va bene anche così: La grande bellezza di Paolo Sorrentino consacra con l’Oscar una stagione trionfante (dal Golden Globe al Bafta) e riporta la statuetta in Italia 15 anni dopo La vita è bella di Roberto Benigni. 
In allegato l’elenco di tutti i vincitori, di seguito le nostre recensioni sui film premiati.

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