Oscar 2014: testa a testa

Incertezza sul miglior film: 12 anni schiavo o American Hustle? Sorrentino fa gli scongiuri, ma l'Italia ci crede. Ecco i nostri favoriti
25 Febbraio 2014
Oscar 2014: testa a testa

Se amate le sorprese, gli Oscar non sono per voi. Quante volte nella loro storia abbiamo assistito a clamorosi colpi di scena, a vincitori annunciati e poi inciampati sull’ultimo metro di corsa? Le probabilità che accada un evento del genere sono più remote di una nuova legge elettorale in Italia (se Renzi non ci smentirà).
Volete sapere chi vincerà quest’anno? Controllate quanto vengono bancati i candidati ai bookmakers. A proposito di favori del pronostico, se Sorrentino e Servillo non portassero il corno nel taschino – da bravi napoletani – potrebbero festeggiare già da ora il ritorno all’Oscar per il tricolore 15 anni dopo La vita è bella. D’altra parte, negli ultimi tre anni chi ha vinto il Globe come film straniero ha bissato agli Oscar. Certo, quanto successo prima suggerisce un minimo di superstiziosa cautela. C’è comunque di che sperare.
Altra storia nella categoria principale – il miglior film – dove si registra maggiore incertezza. Il che, va detto, significa solo che ad oggi non sappiamo ancora se vincerà 12 anni schiavo o American Hustle (Gravity è solo un depistaggio, ma probabilmente gli daranno la regia). E’ sicuro invece che sarà uno dei due, con buona pace di tutti gi altri dignitosissimi concorrenti. Il drammone razziale di Steve McQueen – regista d’indubbia scaltrezza – vanta ancora una leggerissima preferenza ma a pochi giorni dagli Oscar, diventa fondamentale la pressione persuasoria che produttori e talents saranno stati capaci di esercitare presso i membri dell’Academy. Fondamentali i tanti appuntamenti istituzionali che precedono la fatidica notte.
Per attori e regia vi rimandiamo alle schede che abbiamo preparato per voi, ben consci che alcuni potenziali vincitori sono stati inseriti per mere ragioni affettive.
Chiusura dedicata agli esclusi: sapere che Jackass Presents: Bad Grandpa ha avuto una sua nomination (trucco) e All is Lost no, rende tutta questa faccenda molto triste. Si parla molto dell’esclusione di Tom Hanks (Saving Mr. Banks) e di Oprah Winfrey (The Butler), ma il vero scandalo è la bocciatura di Robert Redford.
Anche i Coen gridano vendetta (il loro magnifico A proposito di Davis becca solo due nomination tecniche).
Venezia batte Cannes come vetrina per gli Academy, dove porta due competitor al miglior film (Gravity e Philomena) contro uno (Nebraska).
Festeggiano anche i produttori indipendenti: dei nove titoli candidati, cinque sono stati realizzati fuori dal recinto delle major.

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