Ora e sempre… pellicola!

"Dura da 100 anni, il digitale potrà lo stesso?", si chiede il conservatore del CSC Enrico Magrelli. Del resto, "A (più di) qualcuno piace classico"
19 Marzo 2012
Ora e sempre… pellicola!

“L’idea di rendere visibili dei classici di tutti i paesi, che abbiamo in Cineteca in buone, ottime condizioni. E dalla quantità di pubblico – molta gente è rimasta fuori – e dalla qualità – almeno la metà sono giovani – credo si possa legittimamente parlare di successo”. Così il conservatore Enrico Magrelli presenta la rassegna “A qualcuno piace classico”, in programma fino al 26 giugno al Palazzo delle Esposizioni  (Sala Cinema) di Roma e promossa in sinergia con Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale e l’associazione culturale La Farfalla sul Mirino.
In cartellone, dieci capolavori della settima arte, dieci registi leggendari, dieci modi diversi di intendere il cinema che hanno lasciato un segno indelebile nell’immaginario del XX secolo: un ciclo di film da riscoprire finalmente sul grande schermo e nel loro formato originario, la pellicola 35mm. Grazie a un appuntamento fisso ogni due settimane, con ingresso libero fino a esaurimento posti, gli spettatori possono ammirare maestri come Hitchcock e Buñuel, Lang e Visconti, Ford e Tati, ma anche lasciarsi sedurre da una serie di interpreti d’eccezione, da Cary Grant a Jean Gabin, da Jeanne Moreau a Henry Fonda, da Lucia Bosè a Danielle Darrieux.
”Non è un’operazione nostalgica – dice Magrelli – e sebbene sia ormai superata tecnicamente dal digitale, il patrimonio di pellicole non verrà buttato via: bene o male, tra graffi, sofferenze e perdita di informazioni, la pellicola resiste da più di 100 anni. La sua memoria, dunque, sappiamo quanto può durare, di quella digitale non abbiamo idea: personalmente, ho qualche dubbio che possa durare un secolo. Anche in altri ambiti, non solo nella conservazione cinematografica, servono backup costanti, copie. D’altra parte, pure il nostro rapporto con la memoria sta cambiando profondamente: le foto vecchie le salvi, ma quelle nuove digitali?”.
Dopo Il sospetto di Hitchcock e Grisbì di Jacques Becker, domani 20 marzo tocca a La terra trema di Visconti, cui seguiranno Gardenia blu di Fritz Lang (3 aprile), I gioielli di Madame de… di Max Ophuls (17 aprile), Il diario di una cameriera di Buñuel (2 maggio), Sfida infernale di John Ford (15 maggio), Gli egoisti di Juan Antonio Bardem (29 maggio), Alba tragica di Marcel Carné (12 giugno) e Play Time di Jacques Tati (26 giugno).
Tutti proiettati in pellicola 35mm: “Si associa la classicità al supporto, dunque, ci sembrava giusto proporli in pellicola, e non in dvd su maxi-schermo…”, puntualizza Magrelli, sottolineando un punto cardine, ovvero “il desiderio di far arrivare la percezione della classicità fino a qualche decennio orsono, non solo all’alba della Settima Arte, sebbene almeno per gli anni’90 si sia sostituito il termine classico con quello più volgare di cult”.
Ma se il conservatore delal Cineteca Nazionale dovesse scegliere il film da portare su un’isola deserta? “Billy Wilder, A qualcuno piace caldo”. Si sa, a (più di) qualcuno piace classico.

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