Oggi in tv, Whiplash di notte

In prima serata Il muro di gomma, a quarant'anni dalla strage di Ustica. E poi Clooney, Gassman, Luchini: i consigli della redazione
27 Giugno 2020
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Oggi in tv, Whiplash di notte

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per sabato 28 giugno.

 

MICHAEL CLAYTON – Iris (canale 22), ore 14:10

“Clayton-Clooney è nella task force che deve difendere un colosso colpito da una class action da tre miliardi di dollari. Il gioco più grande di lui lo coinvolgerà, portandolo fuori, suo malgrado, dalla grigia ambiguità in cui si era rifugiato. La regia dell’esordiente Tony Gilroy, già sceneggiatore action-glamour (L’avvocato del diavolo), è diligente, probabilmente sotto la supervisione dell’inscindibile duetto Soderbergh (qui produttore) e Clooney. C’è il loro marchio, dall’aspetto politico ai pianosequenza spezzati, “da ufficio”. Il film risulta incompleto, sappiamo troppo poco dello scandalo legale e non ci si appassiona tanto, ma il lavoro sui personaggi è molto interessante. George è ambiguo come poche altre volte, Tilda Swinton, legale della corporation e sempre più “strega cattiva”, è bravissima nell’interpretare la necessità del male. Un gioco di ruoli in cui i personaggi si vendono l’anima e, in qualche caso, se la ricomprano.” (Boris Sollazzo)

 

IL MURO DI GOMMA – Cine 34 (ore 34), ore 21:10

Il 27 giugno 1980 un aereo DC-9 precipita nel cielo di Ustica. Partendo dall’esperienza personale di Andrea Purgatori, reporter del Corriere della sera, a cui è ispirata la figura del protagonista, che ha collaborato alla sceneggiatura, Stefano Rulli e Sandro Petraglia raggiungono uno degli zenit del loro percorso all’interno del nuovo cinema civile: scuotere un pubblico predisposto all’indignazione coinvolgendolo in un’inchiesta dall’impianto giornalistico non lesinando talvolta elementi di empatia spettacolare. Marco Risi, da par suo, media l’angoscia del doloroso tema con una regia legata al cinema americano degli anni settanta più che a Rosi e Petri. Per i ruoli dei “cattivi” (le autorità militari) avrebbe voluto Sordi, Gassman, Manfredi e Tognazzi. Resta, però, l’indolente e aristocratica voce di Dino Risi come direttore costantemente assente. (Lorenzo Ciofani)

 

I SOLITI IGNOTI – Rai 3, ore 21:25

Cosimo, piccolo ladro di periferia, è in prigione per il furto di una macchina. Alcuni suoi amici, Capannelle (un vecchio stalliere un po’ matto), Mario (ladro suo malgrado), Ferribotte (un siciliano gelosissimo della sorella), Tiberio (fotografo e ladro per vocazione), decidono di cercare qualcuno che si accusi del furto per far scarcerare Cosimo. Trovano Peppe, un pugile di quart’ordine, che dietro compenso dichiara di essere il responsabile del furto. Peppe non viene creduto e viene rilasciato: prima di uscire di prigione, con uno stratagemma, si fa confidare da Cosimo il progetto di un furto con scasso. Riacquistata la libertà, Peppe si mette a capo della banda e, con l’aiuto degli amici, prepara l’esecuzione del colpo vagheggiato da Cosimo: svaligiare la cassaforte del Monte di Pietà. Nato come film di recupero (per usare le costosissime scenografie de Le notti bianche), è diventato uno dei capolavori assoluti della commedia: amatissimo, premiatissimo, copiatissimo.

 

MOLIERE IN BICICLETTA – Rai Movie (canale 24), ore 1:30

“Ci voleva Molière per finire la commedia. Ed era necessaria la commedia, mestiere che al momento i francesi fanno meglio di ogni altro, per spegnerci il sorriso, quello peggiore, accomodante con le miserie umane. E allora due volte grazie a Molière in bicicletta, la commedia che cita la grande mentre finge di inseguire la piccola per poi prenderla a calci. Il film di Philippe Le Guay (Le donne del 6° piano) è deliziosamente sconcertante. Ci punge: fino a che punto è lecito ridere di se stessi se vediamo ciò che siamo? Quando lo sberleffo finisce di essere catartico e inizia a diventare compiacente? E’ in fondo la questione che la grande satira settecentesca poneva ai suoi ipocriti contemporanei e che oggi, mutatis mutandis, sferza cinici e complici della nostra miserabile specie. Moralista? Elitista? Borghese? Sono ammesse tutte le etichette, a patto di non farne scudi di risentimento e di non tirarsi fuori: chi può dire di non essere manigoldo oggi, denuncia Il misantropo di Molière?” (Gianluca Arnone)

 

WHIPLASH – Rai 1, ore 3:05

“Un infernale film musicale e maniacale. Il volenteroso Andrew segue le lezioni di batteria jazz in una rinomata scuola newyorkese. Gli tocca un insegnante che definire durissimo inflessibile carogna perfido malvagio perverso crudele infido bieco frustrato e da frustare… è poco. L’insegnante Fletcher vuole che Andrew faccia parte della sua band. Lui, ingenuo, è eccitato dalla proposta. Lo aspetta una via crucis, un tormento dietro l’altro. L’allevamento–allenamento all’arte della batteria è una sequenza di umiliazioni, soprusi, sudore e sangue. […] Il regista Damien Chazelle combina senza mezze misure il versante delle tante storie che portano al successo, che sia musicale o teatrale o danzato, con l’altra linea, più pugilistica e cruenta, dei film che mostrano le sofferenze fisiche e la vittoria della volontà sulla carne macerata e domata. L’insegnante è un sergente kubrickiano. L’allievo, un aspirante batterista disposto a tutto. Anche a notevoli colpi di scena imprevedibili.” (Bruno Fornara)

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