Oggi in tv, lo Splash di Guadagnino

Visioni domestiche sui canali free. Dal coming of age di Paolo Virzì al thriller urbano con Bruce Willis: i consigli della redazione
10 Maggio 2020
In evidenza, Tv
Oggi in tv, lo Splash di Guadagnino

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per domenica 10 maggio.

 

OVOSODO – Cine34 (canale 34), ore 15:45 e 2:30

“Se il tono è quello della commedia, i caratteri sono quelli della cronaca, di un’autenticità che ha bisogno di ambienti reali e di interpreti presi dalla vita. Una scelta che si riallaccia a quella tradizione di commedia popolaresca tinta di rosa (specialmente al Renato Castellani di Sotto il sole di Roma e Due soldi di speranza) che aveva addolcito la lezione etica del neorealismo. Fresco, vitale, scoppiettante, Ovosodo è un film indubbiamente autobiografico, ma che Virzì ha saputo far lievitare attraverso la fantasia e un tocco poetico di leggerezza e spontaneità. Tanto che il personaggio di Piero, così ruspante nella sua candida ironia e così tenero nella sua malinconia, ricorda l’Antoine Doinel de I quattrocento colpi di Truffaut.” (Enzo Natta, Famiglia Cristiana, 15 ottobre 1997).

 

LA ISLA MINIMA – Rai 4 (canale 21), ore 21:20

“1980: la Spagna che (non) esce dal franchismo, un serial killer di ragazzine e due detective. Regia di Alberto Rodríguez, La isla mínima è una sorta di True Detective iberico, ma ad alto voltaggio politico: per fare carriera, che cosa siamo disposti a tacere, meglio, ignorare? A indagare sono Juan (Gutiérrez), che piscia sangue e ha tanti scheletri nell’armadio, e Pedro (Arévalo), l’uomo nuovo della Spagna post-franchista: è moderno, progressista, parla gentile e condiscendente con la moglie al telefono, dei due è il poliziotto buono. Non potrebbero essere più distanti, eppure, devono collaborare: la risoluzione del caso ipoteca il loro futuro. Indagano, e la realtà – prima che la verità: è rintracciabile la verità? – che viene letteralmente a galla sa di putrefazione allargata, connivenze e omertà: chi è colpevole, se non l’intero villaggio alla foce del Guadalquivir?” (Federico Pontiggia)

 

A BIGGER SPLASH – Iris (canale 22), ore 23:20

La piscina 2.0 – film che Guadagnino non ama, viceversa, A Bigger Splash rimanda al docufilm ’70s omonimo di David Hockney – è a Pantelleria, in una villa bella assai, con i biacchi, la domestica, il dammuso e una vista superba. […] Sul piano poco cartesiano delle attrazioni, le coppie sono Marianne e Harry, Paul e Penelope: nel primo caso il motore è l’uomo, nel secondo la donna. Viceversa, sul piano dell’autenticità, è tre contro uno: Marianne, Paul e Penelope sono “falsi”, Harry larger than life, amorale come si conviene, gaudente e egotista come succede, franco e diretto come l’acquolina. Le cose, le persone e il resto gli fanno sangue, sesso, e agisce di conseguenza: è lui, il produttore, l’unica vera rockstar, e l’unica vera persona del quartetto. Intuibilissimo come va a finire, non prima di aver sentito ottima musica – gli Stones, of course – e non prima di aver apprezzato come Guadagnino percorre, circoscrive e fende il quartetto d’archi: regia ariosa e calibrata, close-up “incongrui” a evocare la tensione thriller, mood internazionale, andante con brio. Non è una novità, il regista sa il fatto suo, e sa tratteggiare con empatia personaggi – vedi Io sono l’amore – che empatici non sono, piuttosto stronzi e variamente parassiti.” (Federico Pontiggia)

 

 

L’IMPERO DELLA PASSIONE – Cielo (Canale 26), ore 23:45

Il postino suona sempre due volte nel Giappone del 1895. Anche qui la coppia di amanti si sbarazza dell’anziano marito di lei gettandolo in un pozzo. Ma in seguito il dramma “noir” si estremizza come kaidan-eiga, film giapponese di spettri. Il fantasma della vittima appare in sogno ai vicini e perseguita la coppia come un cupo senso di colpa. L’Eros si ribalta in Thanatos. Dopo le polemiche per Ecco l’impero dei sensi, Nagisa Oshima mette un po’ da parte l’erotismo ai limiti dell’hard in favore di un fascino più morboso e inquietante. Al Festival di Cannes del 1978 fu premiato per la miglior regia.

 

SOLO 2 ORE – Spike (canale 66), ore 1:10

“Quasi un marchio di garanzia, Richard Donner. Che da qualche anno sembrava aver perso un po’ dello smalto che ne accompagnava la realizzazione di film magari non memorabili, ma di certo profondamente funzionanti. E’ il caso di Solo 2 ore, serrato poliziesco dall’anomalo assortimento di coppia, tutto giocato sulla contrapposizione fra un detective ormai stanco, claudicante e alcolizzato (Bruce Willis) e un logorroico delinquente di mezza tacca (Mos Def), seriamente intenzionato nel voler dare una sterzata positiva alla sua esistenza. […] Il pretesto thrilling muove i propri passi su un assunto di fondo scomodo (le azioni poco pulite di poliziotti disposti a tutto pur di cancellare qualsiasi traccia rimandante ad abusi di potere) e poche volte trattato dal Cinema con la stessa apparente “ingenuità”, trovando nell’interpretazione di Bruce Willis – attore che ormai ha vestito forse ogni possibile sfumatura del ruolo di poliziotto – il cardine su cui poggiare l’intero plot.” (Valerio Sammarco)

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