Oggi in tv, Lincoln secondo Spielberg

Il terzo Oscar di Daniel Day Lewis o il Leone d'Oro di Valerio Zurlini? E ci sono altre chicche tra i consigli della redazione
13 Giugno 2020
In evidenza, Tv
Oggi in tv, Lincoln secondo Spielberg
Lincoln

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per sabato 13 giugno.

 

LINCOLN – Rai Movie (canale 24), ore 21:10

“Aiutato dalla straordinaria performance di Daniel Day Lewis, da Sally Field magnifica moglie e Tommy Lee Jones (con parrucchino) formidabile capo dei radicali, Spielberg fa di Lincoln un gigante tra gli uomini. Capace di volare alto e invitare gli oppositori, dopo aver vinto le elezioni, a far parte del suo Gabinetto. Un politico intelligente e sensibile. Costantemente attento all’equità e ai diritti civili: un uomo con una visione. La stessa, impossibile non cogliere l’analogia, che ha permesso a Obama di diventare presidente degli Stati Uniti. Per la prima volta Spielberg, con l’aiuto dello sceneggiatore Tony Kushner, tira dritto per oltre due ore, senza nessuna concessione all’enfasi o alla commozione (che alla fine strangola comunque lo spettatore), facendo prevalere il personaggio sulle immagini, svelando l’uomo dietro al mito.” (Marina Sanna)

 

CRONACA FAMILIARE – Rasi Storia (canale 54), ore 21:10

Enrico, riceve una telefonata che gli annuncia la morte del fratello minore Dino. Distrutto dal dolore, rievoca la vita passata. Rimasti soli da bambini, restano affidati alla nonna anziana e poverissima, finché il piccolo Dino trova un protettore in Salocchi, maggiordomo di un gentiluomo inglese: così Enrico resta definitivamente separato dal fratellino. Si ritroveranno quando Dino ha ormai 18 anni, ignaro della sua origine, con il nome cambiato in Lorenzo e senza un mestiere. Enrico cerca di aiutarlo come può, ma anche lui tira avanti a fatica in modo tanto disagiato da ammalarsi di tubercolosi. Intanto riconquistano un rapporto caldissimo, consolidato dalle visite alla vecchia nonna, che vive in un ospizio. Straziante adattamento del romanzo di Vasco Pratolini, uno dei grandi film del dimenticato Valerio Zurlini. Esaltato dalla straordinaria fotografia di Giuseppe Rotunno e interpretato con intensità da Marcello Mastroianni: Leone d’Oro a Venezia.

 

DA QUI ALL’ETERNITA’ – La7, ore 23:15

Nel 1941 il giovane soldato Prewitt viene trasferito alle Hawaii. Lì tutti i militari, dagli ufficiali alla truppa, hanno un unico passatempo, la boxe. Quando Prewitt, che da civile era stato un ottimo boxeur, rifiuta di riprendere gli allenamenti, viene sottoposto a ogni tipo di angheria. Il ragazzo ha giurato a se stesso di non battersi mai più dopo aver ferito gravemente un suo amico durante il suo ultimo combattimento. Il sergente Warden, vero capo della compagnia, prende in simpatia il nuovo arrivato, che sopporta tutto stoicamente, e cerca di favorirlo. Mentre Warden ha una relazione segreta con Karen, la moglie del comandante, Prewitt inizia a trascorrere ogni momento libero con Lorena, la ragazza che intrattiene i soldati, e fa amicizia con un italo-americano, Angelo Maggio. Superclassico by Fred Zinnemann, dal romanzo di James Jones. Otto Oscar, compresi film, regia e attori non protagonisti (Frank Sinatra e Donna Reed). Iconico il bacio sulla spiaggia tra Burt Lancaster e Deborah Kerr.

 

IL CECCHINO – Nove, ore 23:30

“Prima avventura francese di Michele Placido. […] Sono 14 i milioni di euro del budget affidati due giovani sceneggiatori (Cedric Melon e Denis Brusseaux): sì, non è l’Italia. Chiamato Oltralpe sulla scia di Romanzo criminale, Placido ricorda quello, pensa a Melville e guarda a Olivier Marchal (36 Quai des OrfevresL’ultima missione): risultato apprezzabile, è un polar senza infamie e qualche lode, con fotografia grigio-bluastra di Arnaldo Catinari, azioni ben girate, troppe sottotrame e ferraglia nello script e una lezione di recitazione – Kassovitz, Auteuil, Gourmet e non solo – all’insegna della sottrazione. Salutare: i nostri attori imparino, non si può, non si deve stare sempre tre metri sopra il cielo. E Placido? La trasferta dai cugini – ci tornerà presto con L’innesto da Pirandello – gli fa bene, e lo aiuta a schiarirsi le idee: nel cinema popolare, ovvero, di genere, è un buon professionista. L’ha detto lui stesso, e gli fa onore. Del resto, l’autorialità non è di tutti e, soprattutto, non è una garanzia.” (Federico Pontiggia)

 

PITZA E DATTERI – Rai 2, ore 3:20

“Trattare temi molto seri e importanti con leggerezza: era questo, come si sa, il segreto alla base del filone principe del cinema italiano anni ’50/’70. L’idea che una donna mediorientale sconvolga la quotidianità di altri musulmani, aprendo un’attività commerciale da sola, è di per sé un ottimo grimaldello per dare il via ad una irresistibile sarabanda di contrattempi e incomprensioni. Si constata con soddisfazione che quella scuola (parliamo di Age,Scarpelli, Monicelli, Risi) ha lasciato segni anche in registi lontani per geografia e cultura. Si può scherzare (sia pure a casa nostra e non da loro…) sulle cose serie, ma il rispetto è conservato, non ci sono vinti né vincitori, si è intanto colta l’occasione per osservare una Venezia tutta in esterni inedita e ricca di suggestioni.” (Massimo Giraldi)

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