Oggi in tv, Lettere di uno sconosciuto

E poi i film di Marco Ferreri, Wolfgang Petersen, Alejandro González Iñárritu e Carlo Vanzina: i consigli della redazione
7 Luglio 2020
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Oggi in tv, Lettere di uno sconosciuto

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per martedì 7 luglio.

 

U-571 – Mediaset 20 (canale 20), ore 21:05

“Come i dirigibili o i palloni aerostatici o i carri armati, anche i sottomarini hanno il loro manipolo di affezionati cultori. Non afflitti da disturbi claustrofobici, amanti del mare e della vita acquatica che guizza al di là di qualche centimetro di metallo-salvavita, e sicuramente, in guerra, vittime della globalizzazione che vuole anche le profondità marine veri e propri campi di battaglia, le eroiche ciurme, forzate e compresse a queste missioni temerarie tra oceani e mari interni, sono state sempre particolarmente cinematografiche. A partire dal fascino del sottomarino Nautilus, quello del Capitano Nemo di Verne-Disney, che combatteva per fini più umanitari e new-age, sino alla versione più scanzonata, colorata e musicale della storia, lo Yellow Submarine dei Beatles. U-571, invece, neo-produzione a firma De Laurentis, storia e regia di Jonathan Mostow, gruppo di attori più o meno bene assortiti, si colloca a conclusione di un’ideale trilogia sottomarina, iniziata esattamente vent’anni fa dal tedesco Wolfgang Petersen con il quasi omonimo U-Boot 96 (1980) e proseguita a metà strada con Caccia a Ottobre Rosso (1990).” (Luca Pellegrini)

 

LETTERE DI UNO SCONOSCIUTO – Rai 5 (canale 23), ore 21:15

“Fazzoletti a portata di mano per il dramma dell’amore e dell’oblio sullo sfondo della rivoluzione culturale di Mao. Lettere di uno sconosciuto (Coming Home) è probabilmente il lavoro più accessibile e toccante di Zhang Yimou. Siamo in Cina, seconda metà del novecento. Quando la Rivoluzione Culturale è ormai agli sgoccioli, Lu Yanshi (Chen Daoming), un insegnante che ha scontato l’umiliazione dei campi di correzione maoisti, viene rispedito a casa, dove ad attenderlo è rimasta la moglie, la vecchia Feng Wanyu (Gong Li). Ma il trauma di una lunga separazione ha compromesso definitivamente la salute mentale della donna, che non riconosce il marito mettendolo alla porta. Messa in scena classica, ritmo compassato, due attori che conoscono il mestiere.” (Gianluca Arnone)

 

TORNO INDIETRO E CAMBIO VITA – Rai 1, ore 21:25

“I Vanzina hanno con il tempo una scommessa sempre aperta, un terreno pronto ad accogliere sbalzi narrativi, scommesse temporali, sorprese ed equivoci. Si tratta di snodi che possiamo far risalire ai tempi di Sapore di mare, quando il gruppo dei ragazzi protagonisti passava l’estate a Forte dei Marmi e vi tornava anni dopo nell’età adulta. Il trascorrere delle stagioni, il succedersi delle generazioni induce ad un esame con eventi e fatti che scardinano la regolarità delle cose e obbligano a ripensare alle cose fatte, agli errori compiuti.  Come sempre semplice, scorrevole, lineare, il copione acquista quella grazia lubitschiana che lo fa tenere lontano dalla coeva commedia nazionale. Nell’andare e tornare tra 1990 e 2015, si collocano e si inseguono suggestioni di memoria tra nostalgia e rimorso. Nel girotondo inesorabile tra passato e presente, prendono vita atmosfere, umori, sapori che costruiscono uno scenario/omaggio ad una vita, ad un mondo, forse ad una Roma che oggi (quasi) non esiste più.” (Massimo Giraldi)

 

LA DONNA SCIMMIA – La 7, ore 0:05

Avendo sempre vissuto di espedienti, Antonio Focaccia decide di sfruttare una magnifica occasione: scoperta Maria, una giovane donna resa mostruosa da una fitta peluria che la ricopre, la convince ad abbandonare l’ospizio in cui vive nascosta e ad esibirsi pubblicamente in uno spettacolo rudimentale, come unico esemplare vivente di donna-scimmia. Maria accetta la proposta e finisce con l’affezionarsi profondamente ad Antonio. Dopo alcuni mesi l’uomo, un po’ per pietà e molto per interesse, sposa Maria, legandola in tal modo definitivamente a sé. Incredibile capolavoro non solo in grado di turbare ancora per ciò che è (un mascalzone bugiardo e mitomane che sfrutta una ragazza piena di peli alla stregua di un freak) ma soprattutto per ciò che è stato e che avrebbe potuto essere. Marco Ferreri girò tre finali: uno luttuoso, un altro inquietante che completa il precedente e un altro ancora conciliante. Indovinate quale scelse il produttore Carlo Ponti?

 

BABEL – Rai Movie (canale 24), ore 0:15

“Secondo la Bibbia gli uomini costruirono una torre per raggiungere il paradiso provocando la collera di Dio, che li divise condannandoli a parlare lingue diverse. Migliaia di anni dopo, il loro destino è ancora votato all’incomprensione. Da questo assunto sono partiti Alejandro González Iñárritu e il fedele sceneggiatore Guillermo Arriago per costruire, dopo Amores perros e 21 grammi, l’ultimo capitolo di una trilogia del dolore. La vicenda ruota intorno alle esistenze di più persone, all’apparenza distanti in realtà legate da avvenimenti tragici che acquisteranno senso nel finale. L’azione si snoda in quattro nazioni, Marocco, Giappone, Stati Uniti e Messico, e mischia lingue e paesaggi. […] Viaggio straziante nello spirito di un’umanità sempre più globalizzata e tormentata, Babel vive di un montaggio al limite del virtuosismo e di immagini la cui consistenza cambia a seconda degli episodi. Alla fine del percorso pena o redenzione. Che non sempre puniscono o sollevano come ci si aspetterebbe.” (Angela Prudenzi)

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