Oggi in tv, lasciati andare!

Servillo psicanalista o Damon ufficiale? Fantascienza o videotape? E infine Fellini: i consigli della redazione
24 Giugno 2020
In evidenza, Tv
Oggi in tv, lasciati andare!

Ecco i film che la redazione di Cinematografo ha selezionato tra quelli programmati in chiaro per mercoledì 24 giugno.

 

GREEN ZONE – Iris (canale 22), ore 21:00

“‘Non sta a voi a decidere cosa deve succedere qui’. Parola di iracheno, megafono di Paul Greengrass, che inquadra la Green Zone di Baghdad, all’indomani della seconda Guerra del Golfo nel 2003. Scritto dal premio Oscar Brian Helgeland (L.A. Confidential e Mystic River, niente male…) e basato sul bestseller del giornalista del Washington Post Rajiv Chandrasekaran, Imperial Life in the Emerald City: Inside Iraq’s Green Zone (colpevolmente non tradotto in Italia), Green Zone arriva nella filmografia del regista inglese dopo il dittico spionistico The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum e l’11 settembre di United 93: tutti e tre ritornano qui sia nello stile documentaristico (macchina a mano, montaggio mozzafiato, effetti di realismo speciale) che nella poetica (dare definizione, altra dai massmedia “giornalistici”, al vulnus geopolitico di questi nostri anni) e pure nell’ideologia, con qualche significativo slittamento.” (Federico Pontiggia)

 

LASCIATI ANDARE – Rai Movie (canale 24), ore 21:10

“Psicanalista ebreo di ottima fama, Elia (Toni Servillo) si è reso talmente impermeabile alle emozioni scaricategli addosso dai suoi pazienti al punto di diventare un uomo fortemente annoiato e indifferente a qualsiasi cosa. Costretto ad iscriversi in palestra, il riluttante Elia si imbatte nella spagnola Claudia (Verónica Echegui), giovane personal trainer sopra le righe e senza alcun timore reverenziale, bravissima a trascinare nei suoi casini chiunque le capiti sotto tiro. Sarà la volta buona che, giocoforza, finirà anche lui per lasciarsi andare? Lasciati andare di Francesco Amato punta forte sulla voglia di Servillo di mettersi in gioco per provare a dare una nuova versione di sé e, quasi a voler rendere questo esercizio ancor più veritiero, lo spinge a infinite corse per i parchi e i quartieri di Roma, costringendolo in tute che gridano vendetta e a sforzi fuori portata. Ma si sa, mens sana in corpore sano, e alla fine per sbloccare quella personalità così monolitica ogni mezzo è lecito…” (Valerio Sammarco)

 

SESSO, BUGIE E VIDEOTAPE – La7d (canale 29), ore 23:30

John, giovane avvocato rampante, ha una relazione clandestina con Cynthia, la sorella di Ann, moglie frigida e ossessionata dalla pulizia. Quando accoglie in casa Graham, un vecchio amico di scuola con problemi sessuali e che coltiva l’hobby maniacale dei videotape, l’equilibrio della famiglia va in crisi. Opera prima del ventottenne Steven Soderbergh, premiata a Cannes con la Palma d’Oro e il premio per la miglior interpretazione maschile a James Spader.

 

MONSTERS – Rai 4 (canale 21), ore 23:40

“Umano e tenero, un passo a due tra i Monsters: già creatore dei VFX per Discovery Channel e BBC, a suo agio con CGI e altri mondi (digitalmente) possibili, Gareth Edwards esordisce dirigendo, sceneggiando e curando la fotografia, ovvero provandosi cineasta totale. Risultato? Una suggestiva cornice sci-fi che accoglie ed esalta la liaison pericolosa e intima dei due protagonisti, che nella vita condividono il natale Texas e pure il letto: sono loro il fulcro di Monsters, perché la vera lotta non è contro gli alieni, ma l’alienazione del vivere oggi. […] 800mila dollari di budget, troupe leggera, Guatemala, Belize e Messico percorsi in camper senza un piano preciso, questa fantascienza romantica ed esistenzialista conferma che gli alieni non sono la minaccia: vi ricordate District 9? Ebbene, Edwards mette il suo nome al fianco di quello di Neill Blomkamp per il futuro del genere (e del cinema?), onorando il lascito umanista dello Spielberg di E.T. e Jurassic Park.” (Federico Pontiggia)

 

FELLINI SATYRICON – Rai Movie (canale 24), ore 1:10

“In ogni immagine – in ogni significato simbolico come in ogni colore o richiamo pittorico – Fellini, il mondo di Fellini, quello che egli ama o odia, quello in cui crede o ha creduto o in cui non crede più: e, soprattutto – con lo stesso terrore che scaturiva dalla crisi di impotenza creativa del protagonista di 8 ½ – l’angoscia di fronte all’impotenza di ogni tipo, che significa morte: l’angoscia della morte. La morte, la fine, l’annientamento sono la cifra del film, il suo messaggio estetico e drammatico: una nota sola, quella funebre, un colore solo, quello spettrale, un solo stato d’animo, quello del disfacimento.” (Gian Luigi Rondi, Il Tempo, 5 settembre 1969)

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