Nuova area 3D per il Museo

L'istituto torinese inaugura uno spazio espositivo stereoscopico. Alberto Barbera: "Ripercorriamo le tappe più significative di una entusiasmante ricerca"
12 Marzo 2013
Nuova area 3D per il Museo

La nuova area espositiva 3D del Museo del Cinema di Torino verrà inaugurata giovedì 14 marzo (18.30) nel capoluogo piemontese, presso la chapelle dell’Aula del tempio, cuore del Museo. Concepito da François Confino secondo una logica di soluzioni temporanee e all’avanguardia, suscettibili di trasformazioni, modifiche e adeguamenti progressivi, il nuovo spettacolare allestimento racconta la storia del 3D, la nuova frontiera dello spettacolo cinematografico, ed è stato attrezzato con sofisticate tecnologie di proiezione e di visione, che consentono allo spettatore di ripercorrerne le tappe più significative, grazie ad un filmato di montaggio in 3D della durata di 10 minuti, realizzato da Stefan Drössler, Direttore del Museo del Cinema di Monaco e tra i massimi collezionisti ed esperti di 3D del mondo. La proiezione avviene su un grande schermo con un proiettore digitale, mentre il visitatore può assistere allo spettacolo semplicemente avvicinandosi ad una delle tre colonne appositamente progettate da Futura NT, in ciascuna delle quali è incastonato un paio di occhialini attivi per la visione tridimensionale. Gli occhiali sono montati su un meccanismo a scorrimento verticale che consente di posizionarli agevolmente all’altezza voluta per ciascun visitatore, consentendo perciò anche ai bambini una fruizione adeguata.
Questi i film selezionati da Stefan Drössler per la chapelle: Arrivée d’un train di Louis Lumière (L’arrivo del treno, Francia 1935), Robinzon Kruzo di Aleksandr Andriyevsky (Robinson Crusoe, USSR 1947), Totò 3D – Il più comico spettacolo del mondo di Mario Mattoli (Italia, 1953), Creature from the Black Lagoon di Jack Arnold (Il mostro della laguna nera, USA 1954), Dial M for Murder di Alfred Hitchcock (Il delitto perfetto, 1954), U2 3D di Catherine Owens e Mark Pellington (USA 2007), Coraline di Henry Selick (Coraline e la porta magica, Usa 2009), Pina di Wim Wenders (Germania 2011).
“Nonostante le apparenze – ha dichiarato in una nota il Presidente del Museo Alberto Barbera – la tecnica del 3D ha già una sua lunga e assai articolata storia, le cui origini si confondono con la l’infanzia stessa della Settima Arte. Per rendere conto di questa evoluzione, che è insieme tecnologica ed estetica, abbiamo realizzato un nuovo spazio attrezzato con sofisticate tecnologie di proiezione e di visione, che consentono allo spettatore di ripercorrere le tappe più significative di questa entusiasmante ricerca, grazie ad un filmato di montaggio in 3D della durata di 10 minuti”.

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