Novembre a casa di Alice

Decima edizione per la sezione ragazzi del festival di Roma: tante novità, Planes e due italiani in concorso
9 Ottobre 2013
Novembre a casa di Alice
Planes

Alice nella città giunge alla sua decima edizione. La sezione autonoma e parallela del Festival Internazionale del film di Roma dedicata a un cinema più “giovane” (sia per quanto riguarda il pubblico che gli autori) ha tra i propri partner la Fondazione Ente dello Spettacolo e si terrà dall’8 al 17 novembre all’Auditorium Parco della Musica. “Dopo dieci anni siamo a un punto di partenza” è la riflessione di Gianluca Giannelli, responsabile insieme a Fabia Bettini della direzione artistica del concorso. “Essere giunti a questo traguardo non ci spinge a guardarci indietro e a fare una valutazione rispetto a ciò che è stato: a noi interessa il futuro. E il presente”. Un presente complesso che si riflette nei temi principali proposti dai film che saranno proiettati nell’ambito della manifestazione: la rottura dei rapporti tra le persone e la possibilità di sanarli, la complicata relazione tra padri e figli, la ricerca dell’identità sessuale, l’immigrazione.
“Sono temi forti – ammette Fabia Bettini – ma il nostro pubblico “young adult”, di liceali, si è sempre dimostrato in grado di decodificarli”. I film in concorso saranno 12: il lungometraggio  candidato agli Oscar per la Finlandia The Disciple di Ulrika Bengts; lo svedese Nobody Owns Me di Kjell-Åke Andersson; i francesi Turning Tide di Christophe Offenstein, Juliette di Pierre Godeau e Run, boy, run di  Pepe Danquart; dalla Svizzera Sitting Next to Zoe di Ivana Lalović; dalla Colombia Chasing Fireflies di Roberto Flores Prieto; il canadese Uvanga delle registe Marie Helene Cousineau e Madeline Piujuq Ivalu. Due film saranno annunciati a sorpresa prossimamente. Giannelli assicura che “ci sarà molto spazio anche per l’Italia” con ben due film in concorso: Se chiudo gli occhi non sono più qui di Vittorio Moroni con Beppe Fiorello, e Il sud è niente, film con Valentina Lodovini diretto dall’esordiente Fabio Mollo, diplomato del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Proprio quest’anno sarà rafforzata la collaborazione tra il Csc e Alice nella città con Sperimenta. “Si tratta – spiega la preside del Centro Caterina D’Amico – di un ciclo di incontri con artisti di tante discipline che segue una linea di programma collegata a un’idea di narrazione, di cinema. Alice è sempre stata attenta all’educazione del pubblico, al rapporto con le scuole: con Sperimenta intendiamo porre l’accento su quel momento particolare in cui avviene il passaggio dalla semplice passione all’atto creativo. Ci piacerebbe che nel corso degli incontri avvenisse un trasferimento di questa passione”. Tra le prime conferme quella del  regista e sceneggiatore giapponese Hirokazu Kore-Eda.
I temi dei lungometraggi in gara saranno trattati anche in alcuni dei film che verranno presentati fuori concorso: School of Babel di Julie Bertucelli racconta la vita di un liceo parigino multietnico, mentre il documentario Who is Dayani Cristal? prodotto, interpretato e diretto da Gael García Bernal, mette in scena l’odissea di un migrante attraverso il “corridoio della morte” nel deserto per raggiungere gli Stati Uniti. Non mancheranno momenti di festa, come l’anteprima l’8 novembre alla Sala Sinopoli dell’Auditorium del nuovo film di animazione Disney Planes, con un red carpet pieno di sorprese, anche a quattro zampe. Esmeralda Calabria, responsabile eventi della Libreria del Cinema, ripone molte speranze in Alice nella città: “Vorremmo dare vita a un luogo piacevole, ricreando un’idea diversa di cinema, ma anche di etica. Ci piace la possibilità di instaurare un rapporto diretto tra chi aspira a entrare nel mondo del cinema e chi ci lavora da professionista. Non a caso Giuseppe Piccioni proporrà nello spazio di “Alice” un casting aperto per il suo nuovo film”.
“Se gli altri festival guidano le tendenze del mercato – ha concluso Giannelli – Roma può esprimere un rapporto più forte con il pubblico. Il mio sogno è quello di ribaltare l’idea di festival: vorrei un anno intero dedicato al cinema, e dieci giorni di festa”.

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