Non c’é rosa senza Luce

A Bari la copia restaurata della prima animazione italiana a colori. Sovena: "Operazione importante"
16 Gennaio 2009
Non c’é rosa senza Luce

L’Istituto Luce regala La rosa di Bagdad al Festival “Per il cinema italiano”. La copia restaurata della prima animazione a colori del cinema italiano (realizzata nel 1949 da Anton Gino Domeneghini) è stata presentata oggi a Bari, alla kermesse diretta da Felice Laudadio. “Un’importante operazione di recupero culturale, – afferma Luciano Sovena, Presidente dell’Istituto Luce, nel capoluogo pugliese con diversi progetti come l’anteprima La casa sulle nuvole, opera prima di Claudio Giovannesi, e il documentario in concorso Città aperta – per un film che ha avuto una lavorazione complessa durante gli anni del secondo conflitto mondiale. Una vera opera d’arte commercializzata all’estero e doppiata per l’edizione in inglese da Julie Andrews nel 1952″. Un’operazione di restauro impegnativa, resa possibile alla fine degli anni Novanta grazie al contributo del Comune di Milano, che ha aderito all’iniziativa Adotta un film – 100 film da salvare. “Un progetto cui però non hanno aderito molti comuni in Italia. – continua Sovena- Diversamente avremmo potuto salvare molti più film”. La rosa di Bagdad sarà distribuito dal Luce a marzo e subito dopo in Blu-Ray (primo film d’animazione italiano ad alta definizione), insieme al documentario realizzato da Massimo Becattini, Una rosa di guerra, che ricostruisce la singolare ed affascinate vicenda del film. Luciano Sovena spende pure due parole sulla manifestazione barese: “Festival molto interessante per la qualità dei film in gara, le retrospettive e gli eventi speciali, oltre che per l’incredibile partecipazione del pubblico” E sui nuovi progetti che il Luce ha in programma per il 2009: ” Sarà una fucina creativa per giovani talenti. Grande impegno a favore degli emergenti, come dimostra l’opera prima di Giovannesi (diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia, coproduttrice del film, ndr), in anteprima qui a Bari, e l’horror Vision di Luigi Cecinelli, un altro esordiente. Distribuiremo poi L’artista di Gastón Duprat e Mariano Cohn e La siciliana ribelle di Marco Amenta, ambedue presentati all’ultimo Festival di Roma”. Tutti film in uscita nei primi mesi del 2009 “sono scommesse – conclude Sovena – che facciamo sui giovani di talento e sulla cultura, spaziando in diverse direzioni. Desideriamo fornire loro la possibilità di accedere al mondo del cinema con progetti originali, di valore, senza rischiare di ghettizzarci”.

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