Nicolangelo Gelormini presenta Fortuna

"Era impossibile raccontare l'irraccontabile", dice il regista. Che prende spunto dall'orrore della cronaca di Parco Verde a Caivano ma senza "la pretesa di raccontare la realtà". Con Cristina Magnotti, Valeria Golino e Pina Turco, in sala dal 27 maggio
Nicolangelo Gelormini presenta Fortuna
Fortuna - Foto Marina Sgamato

Trae spunto dall’orrore di Parco Verde a Caivano, ma è un film di totale fantasia. E’ Fortuna, l’opera prima di Nicolangelo Gelormini, che vede protagoniste Cristina Magnotti, Valeria Golino e Pina Turco. La prima nei panni della bambina Nancy/Fortuna, le seconde nel doppio ruolo di madre e poi psicologa, e viceversa.

Presentato alla scorsa Festa del Cinema di Roma e prodotto da Dazzle Communication con Indigo Film e Rai Cinema, il film uscirà nelle sale il 27 maggio distribuito da I Wonder Pictures.

“Ho cercato di comprendere quale tema era nascosto dietro quel fatto di cronaca”, dice il regista, che poi prosegue: “Non avevo alcuna pretesa e voglia di raccontare la realtà. E’ una storia di tradimento. Parlo di quel senso di tradimento che i bambini provano di fronte al mondo degli adulti. Non c’era la volontà di far comprendere la realtà, ma di far vivere allo spettatore quello che vive una persona quando si trova tradita ai massimi livelli”.

Fortuna

Valeria Golino, Cristina Magnotti, Pina Turco e Valeria Golino – Foto di Gianni Fiorito

Per questo Gelormini (già assistente di Paolo Sorrentino), che ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Massimiliano Virgilio, ha scelto di svincolarsi dalla cronaca (“La cronaca non entra a mio avviso in questo film”, precisa) e di ricorrere alla fantasia. Forse perché era davvero impossibile raccontare l’irraccontabile.

Nel 2014 Chicca, all’anagrafe Fortuna Loffredo, fu uccisa all’età di sei anni. Scaraventata dall’ottavo piano di un palazzone a Caivano, rione ghetto della più disperata delle periferie, nella provincia nord di Napoli. La bambina era stata abusata più volte da diversi uomini e aveva difficoltà a parlare e a esprimersi, per cui sua madre la faceva curare in un centro riabilitativo dove si occupavano di disturbi del comportamento e dello sviluppo.

Nicolangelo Gelormini sul set del film – Foto di Gianni Fiorito

“Avevo voglia di fare parte di questo film aldilà del ruolo. Qui sono prima una madre ambigua e poi una psicologa. Ero anche io inquietata dal mio personaggio. Mi imbarazzava e mi destabilizzava. Ero sempre un po’ in allarme. Mi sono fatta guidare dal punto di vista estetico ed etico del regista. L’ho fatto quasi frastornata questo film”, dice Valeria Golino, che è tornata da poco da Los Angeles dove ha recitato nella serie tv The Morning Show 2.

E Pina Turco: “Il tema centrale è il tradimento. C’è un ribaltamento di ruoli: la bambina è la più adulta di tutti, mentre le due madri, prima quella interpretata da Valeria Golino, e poi quella che interpreto io, sono due bambine. Penso che l’analfabetismo comunicativo sia drammatico. I bambini hanno anche sofferto molto la pandemia. Questo è un film che non dà risposte, ma che ti pone la domanda: cosa significa essere umani? Per questo motivo Fortuna è una grande opera”.

Mentre la giovane Cristina Magnotti dice: “Questo è un momento giusto per fare uscire questo film perché i bambini non stanno vivendo la propria vita come prima della pandemia. Ho da poco compiuto dodici anni e ho sentito una grande responsabilità nell’interpretare Nancy/Fortuna. Il ruolo era molto difficile”.

Molto importanti nel film anche le ambientazioni, in primis la terrazza del palazzone fatiscente. “Le architetture sono l’ennesimo personaggio della storia- dice il regista-. Muovono e condizionano le energie delle persone. Talvolta le ho usate per spaccare in due l’inquadratura dello schermo e sottolineare il tema del doppio. Sono architetture post-moderne e brutaliste che esistono in alcune parti del sud del mondo. Non tengono conto della forma e questo mi ha aiutato a raccontare i sentimenti brutali della storia. Sembrano quasi delle gabbie, alla Francis Bacon, che devono esplodere”.

Fortuna – Foto Marina Sgamato

Infine Nicola Giuliano, produttore di Indigo, conclude: “Essendo un’opera di totale fantasia non abbiamo chiesto il permesso alla famiglia. Non abbiamo avuto alcun contatto. Il film è stato patrocinato da Save the Children e questo credo sia una garanzia su come è stato trattato il tema dell’infanzia”.

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