Next Media al via

Dalla Regione Lazio un milione di euro per finanziare progetti radiocinetelevisivi. Target le piccole imprese
22 Febbraio 2007
Next Media al via

Un milione di euro per progetti radiocinetelevisivi. Questa è la cifra che la Regione Lazio stanzierà per finanziare Next Media, prima iniziativa interregionale (oltre al Lazio, coinvolte Piemonte, Toscana, Umbria, Campania e la Provincia Autonoma di Bolzano) volta a sostenere quanti operano nel settore o vorrebbero operarvi, puntando sul consolidamento delle piccole e medie imprese e incoraggiando l’innovazione competitiva negli attuali scenari della conversione digitale. “Il carattere interregionale dell’iniziativa – dice l’assessore all’Istruzione Silvia Costa che stamane ha illustrato il bando di concorso alla Casa del Cinema di Roma – le conferisce una particolare forza ed efficacia che deriva dall’importanza delle sinergie attivate tra realtà eterogenee. In questo quadro il Lazio ricopre un ruolo centrale, in quanto è un punto focale per il settore dei Media e della Comunicazione. Non ci interessano tanto le grandi aziende quando le PMI che costituiscono una frontiera avanzata dal punto di vista organizzativo, tecnologico, della ricerca di prodotto e di mercato”. Come si legge nel bando, l’obiettivo specifico è “il finanziamento di attività formative indirizzate ad un rapido ed efficace rafforzamento delle competenze necessarie, al fine d’intraprendere o proseguire le attività professionali nel comparto radiocinetelevisivo”. Nessuna pregiudiziale dunque sulle professionalità interessate: teoricamente chiunque potrebbe trarne beneficio, dal produttore al regista, dal tecnico all’animatore multimediale; e poi, non soltanto coloro che hanno già un’occupazione, ma pure chi l’ha avuta un tempo e ora non più (i disoccupati),  o anche chi no ne ha mai avuta una (gli inoccupati). Il progetto, supportato dall’assistenza tecnica della Filas (Finanziaria Laziale di Sviluppo), è frutto di una capillare attività d’indagine che ha cercato, da un lato, d’individuare i fabbisogni formativi del settore a livello regionale (finalizzati però ad eventuali sbocchi nei mercati internazionali) e, dall’altro, di costruire specifici indicatori d’innovazione, in seguito confluiti nella stessa griglia di valutazione del bando. L’aspetto interessante è la presa di coscienza da parte degli amministratori del ruolo centrale che possono giocare le istituzioni nel promuovere strategie atte a rimuovere quei nodi critici (finanziari) di settore che i privati, da soli, non riescono a superare.

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