Nel segno di Monicelli

"Un grande italiano, e Narni era sua amica", dice Crespi. Co-direttore con Montaldo, dedica a Mario la XVII edizione de Le Vie del Cinema (e una sala)
30 Giugno 2011
Nel segno di Monicelli
Il regista Mario Monicelli

Narni dedica un cinema a Mario Monicelli: “Il primo in Italia, e lo dico a nome suo, che ogni tanto ci parlo: non si può dimenticare Mario, e la sua scelta di vita e di morte”, dice Giuliano Montaldo. E’ lui insieme ad Alberto Crespi, il critico de L’Unità, a dirigere Le vie del cinema, la rassegna di cinema restaurato ad ingresso gratuito, in programma dal 5 al 10 luglio a Narni Scalo (TR) e organizzata dal Comune di Narni con la collaborazione della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale,  Cineteca di Bologna e di Rai Teche.
La XVII edizione sarà, appunto, dedicata a Monicelli, grande amico e più volte ospite della rassegna: “Non potevamo non fargli questo regalo”, dice Crespi,  e sarà un suo allievo e amico, Giovanni Veronesi, giovedì 6 luglio a parlare della Grande guerra, presentata nella versione restaurata dalla Cineteca Nazionale. Questa sera si attende la delibera del consiglio comunale di Narni sull’intitolazione del cinema, perché – ha scritto Crespi – “Monicelli era un grande italiano e Narni sua amica”.
Ma, Monicelli a parte, qual è la buona stella di Narni? “Per noi il cinema e la cultura sono importanti – dice il sindaco Stefano Bigaroni – in quanto crescita e progresso: non sono un optional, l’avanzo di altre attività”. Tutto il contrario di quel ministro, dice Montaldo, che “ci definì accattoni, per poi rimanere di sasso quando gli dissi che l’unico positivo del cinema è il negativo”. Non a caso, il focus de Le vie del cinema è proprio sul restauro: “Una macchina sempre più complicata e costosa – dice il conservatore Enrico Magrelli – per cui scegliere che cosa restaurare è una responsabilità non indifferente: non è una cosa vecchia, da topi di biblioteca, ma postmoderna, futuribile. Difendere il restauro, difendere il cinema per non condannarci a un futuro più povero”.
Ecco, dunque, che dopo l’edizione 2010 dedicata ai grandi interpreti della commedia all’italiana, Le vie del cinema torna ad omaggiare il “cinema di papà” per un confronto tra i classici italiani, i “padri” appunto, e i cineasti contemporanei che ne hanno raccolto l’eredità. Sera dopo sera, saliranno sul palco Gianni Di Gregorio (Pranzo di Ferragosto e Gianni e le donne), che presenterà Vaghe stelle dell’orsa di Luchino Visconti: “Gianni  è innamorato di Claudia Cardinale”, rivela Crespi; Ferzan Ozpetek per L’onorevole Angelina di Luigi Zampa; Rocco Papaleo, reduce dal successo del suo Basilicata coast to coast, per Grazie zia di Salvatore Samperi: “Il primo film sexy alle Vie del cinema, ma rivisto oggi è quasi fanciullesco”, confessa Crespi; Alice Rohrwacher, acclamata esordiente con Corpo Celeste, presenterà Diario di un maestro di Vittorio De Seta, dramma tv in sei puntate (1975) presentato a Narni nella versione cinematografica a colori restaurata da Cineteca di Bologna. Infine, Susanna Nicchiarelli (Cosmonauta) proporrà Sogni d’oro, diretto e interpretato da Nanni Moretti nel 1981: un omaggio nell’omaggio al regista di Habemus Papam a trent’anni esatti dall’uscita in sala. In attesa che Narni intitoli una via a Nanni, dopo il cinema  a Monicelli e le ventuno vie e piazze già dedicate, tra gli altri, a Rossellini, De Sica, Visconti, Petri, Fellini, Masina, Magnani, Tognazzi e Gassman.

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