Nel nome dei bambini

Woo, Lee, Kusturica e Scott uniti in soccorso all'infanzia violata con All the Invisible Children
1 Settembre 2005
Nel nome dei bambini

(Cinematografo.it/Adnkronos) – Registi uniti in nome dei bambini. Quelli disagiati di All the invisible children, il film realizzato in favore dell’Unicef e presentato fuori concorso alla Mostra. All’opera collettiva in sette episodi hanno partecipato John Woo, Spike Lee, Emir Kusturica, Mehdi Charef, Katia Lund, Ridley Scott con la figlia Jordan, Stefano Veneruso (nipote di Massimo Troisi). Song song & Little cat è il titolo dell’episodio diretto da John Woo e racconta la storia, ambientata in Cina, di una povera orfana e di una bambina ricca e infelice. “Le cose in Cina stanno migliorando, sono fiducioso – dice il regista di Mission: impossible – La commissione censura cinese non ha avuto alcun problema a sostenere questo progetto perchè si sono resi conto che il problema dei bambini è molto importante e non riguarda solo la Cina”. “Anche i bambini hanno grande speranza che le cose cambino – prosegue il regista di Hong Kong – e l’educazione adesso non viene più indirizzata solo a fare soldi ma anche a migliorare la vita”. Altro regista, altro approccio: “I bambini possono essere estremamente crudeli e diventare un branco di lupi quando vai ad attaccarli” dice Spike Lee di Jesus children of America, che racconta la storia di un’adolescente di Brooklyn che scopre di essere sieropositiva perchè i suoi genitori sono drogati. “Un tema – spiega il regista di Fa’ la cosa giusta – non trattato di frequente sul grande schermo ma molto attuale: tra la popolazione latinoamericana di colore il tasso di aids e’ altissimo”. E se Ridley Scott e la figlia Jordan hanno scelto di raccontare la storia di Jonathan, la storia di un fotoreporter disilluso che sceglie di regredire nel passato per sfuggire alla sua angoscia, Kusturica ha portato sullo schermo la vicenda di Uros, un giovanissimo gitano che è stato per tre anni in un centro di detenzione e che sarà obbligato dal padre a sfuggire al proprio destino. “Dostoevski ha detto ‘se perdiamo i bambini che cosa rimane?’ Io la penso come lui”, dice Kusturica che poi stronca l’industria cinematografica delle major. Per l’Italia è stato scelto Stefano Veneruso, nipote di Massimo Troisi, che ha raccontato Ciro, la storia di un ragazzino che vive in un quartiere napoletano costruito dopo il terremoto del 1980. Il progetto di All the invisible children nasce da un’idea della produttrice Chiara Tilesi ed e’ prodotto da Maria Grazia Cucinotta e Rai Cinema e sarà distribuito da 01 con il sostegno della Coooperazione italiana allo sviluppo del ministero degli Affari Esteri.

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