‘Ndemo, ‘ndemo Usa!

Al Lido sventola bandiera stelle & strisce: da Moore a Solondz, la parte del Leone la fanno gli americani
1 Settembre 2009
‘Ndemo, ‘ndemo Usa!

Sono gli americani a far la parte del Leone alla 66esima Mostra del Cinema di Venezia, diretta da Marco Müller e al via domani. Al poker tricolore – il kolossal all-star Baaria di Giuseppe Tornatore, Il grande sogno sessantottino di Michele Placido, il thriller psicologico La doppia ora dell’esordiente Giuseppe Capotondi e Lo spazio bianco di Francesca Comencini tratto da libro di Valeria Parrella, gli Usa, dopo le polemiche per la scarsa presenza dell’anno scorso, rispondono con ben 6 titoli in concorso: Michael Moore e il suo nuovo documentario sulla crisi finanziaria Capitalism: A Love Story; Werner Herzog con Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans, remake del cult Il cattivo tenente di Abel Ferrara, con Nicolas Cage ed Eva Mendes; l’opera prima dello stilista Tom Ford, A Single Man, con Colin Firth e Julianne Moore; il ritorno allo zombie-horror del maestro George Romero Survival of the Dead; Todd Solondz che torna a scavare nel disagio esistenziale stelle & strisce con Life During Wartime, interpretato anche da Charlotte Rampling; John Hillcoat con l’adattamento del romanzo premio Pulitzer The Road di Cormac McCarthy, protagonisti Viggo Mortensen e Charlize Theron.A contendersi il Leone d’Oro saranno anche quattro francesi: Claire Denis con White Material, starring Isabelle Huppert e il redivivo Highlander Christopher Lambert; Patrice Chéreau con Persécution, protagonista la miglior attrice del festival di Cannes (Antichrist) Charlotte Gainsbourg; il vegliardo Jacques Rivette con 36 Vues du Pic Saint-Loup, protagonisti Sergio Castellitto e Jane Birkin (madre della Gainsbourg per un confronto formato famiglia); il belga Jaco Van Dormael con la produzione francese Mr. Nobody, interpretato da Jared Leto e Diane Kruger.In lizza anche il tedesco di origini turche Fatih Akin (La sposa turca) con Soul Kitchen; il giapponese-culto Shinya Tsukamoto con l’horror Tetsuo – The Bullet Man; l’iraniana in esilio Shirin Neshat che firma l’attesa trasposizione del romanzo dissidente Women Without Men di Shahrnush Parsipur; l’israeliano Samuel Maoz con Lebanon, l’ultima guerra in Libano vista da un carro armato; Lourdes della viennese Jessica Hausner; Cheang Pou Soi con Accident; Vimukthi Jayasundara dallo Sri Lanka con Between Two Worlds; Yonfan con la coproduzione cinese-taiwanese-hongkonghese Prince of Tears e l’egiziano Ahmed Maher con The Traveller. A questi 23 titoli, tutti in prima mondiale al Lido, da aggiungere un 24esimo film a sorpresa, la kermesse lagunare vedrà gli yankee dominatori anche del Fuori Concorso, con una parata di star: un imbolsito Matt Damon accompagnerà Steven Soderbergh per The Informant; George Clooney, Kevin Spacey, Ewan McGregor e Jeff Bridges saranno i quattro assi nella manica di Grant Heslov e la sua commedia demenziale The Men who Stare at Goats, mentre il thriller Brooklyn’s Finest di Antoine Fuqua porterà in Laguna Richard Gere ed Ethan Hawke.Ma nel fuori competizione non mancheranno nemmeno gli autori: se il Leone d’Oro alla carriera John Lasseter porta in versione 3D Toy Story e Toy Story 2, Abel Ferrara risponde con la docu-fiction Napoli Napoli Napoli e Oliver Stone con il doc South of the Border. Spazio privilegiato avranno anche i vecchi Leoni italiani: Francesco Maselli con Le ombre rosse, interpretato da Roberto Herlitzka ed Ennio Fantastichini, e Giuliano Montaldo con il doc L’oro di Cuba. Sempre il tricolore sventolerà John Turturro, con Roman Paska dietro la macchina da presa per il doc Prove per una tragedia siciliana.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy