1938 Diversi di Giorgio Treves, Friedkin Uncut di Francesco Zippel e “Sono Gassman!” Vittorio re della commedia di Fabrizio Corallo sono i vincitori dei Nastri d’Argento per i Documentari 2019. Il film di Treves, in una terna di candidati che hanno ricordato quest’anno il dramma dell’Olocausto attraverso l’anniversario delle leggi razziali in Italia, ha vinto per il ‘cinema del reale’.  Rispettivamente tra i documentari sul cinema e  per lo spettacolo i premi al film di Zippel che racconta il regista William Friedkin (un ‘Billy’ visto molto da vicino) e l’omaggio a Vittorio Gassman che Fabrizio Corallo ha affidato a tanti testimoni della sua carriera eccezionale, ma anche della vita privata in una lettura che unisce il giornalismo ad una splendida carrellata su un protagonista eccezionale tra teatro, cinema e anche televisione.

 

Non solo Storia e memoria: è una testimonianza straordinaria nel costume attraverso il fotogiornalismo il film che Giancarlo Scarchilli e Massimo Spano hanno dedicato al ‘King’ dei Paparazzi, con la vera storia di Rino Barillari, protagonista dell’anno grazie a un racconto che svela, tra cronaca e costume, l’altra metà di un personaggio che dalla Dolce Vita, ma ancor prima, continua ad essere in prima linea (da qualche decennio al Messaggero) testimone della più grande cronaca, rosa ma, come si scopre nel documentario, anche nera, del nostro Paese.

 

Testimonianze toccanti nella denuncia mai abbastanza necessaria di un dramma ancora vivo come l’Olocausto: I Giornalisti Cinematografici, nell’anno che ha ricordato la tragedia dell’Olocausto nell’anniversario delle leggi razziali, hanno sottolineato l’importanza del cinema che ha dedicato attenzione alla drammatica attualità del tema segnalando la testimonianza di Sami Modiano, sopravvissuto dell’Olocausto nel documentario di Walter Veltroni Tutto davanti a questi occhi e segnalando con una menzione speciale anche al film di Pietro Suber 1938 Quando scoprimmo di non essere italiani.

 

Nastri d’Argento, dunque, come sempre all’insegna dell’attualità, con una grande attenzione al cinema che parla anche di società, di Storia, di costume ma, mai come quest’anno di memoria, nei premi finali dei Giornalisti Cinematografici che annunciano, in un palmarès che ha visto in preselezione finalista una settantina di titoli anche alcuni premi e menzioni speciali: con il miglior documentario - sull’arte ( Hitler contro Picasso e gli altri di Claudio Poli) spicca nella selezione eventi il contributo musicale del maestro Remo Anzovino, ben tre colonne sonore dedicate all’Arte. Ai film evento d’arte, un autentico fenomeno nel gradimento del pubblico, i Nastri hanno dedicato quest’anno una sezione speciale, conferma del successo che l’Arte al cinema registra in un interessante sperimentazione anche distributiva.

 

Altri premi speciali: per la ricerca storica a Giovanna Gagliardo, autrice de Il mare della nostra storia, sulla Libia, per uno straordinario esperimento dedicato al mondo della diversità, nel segno della solidarietà a Up & down - Un film normale di Paolo Ruffini con uno straordinario cast di ragazzi che hanno portato, appunto nel segno della normalità, la loro esperienza sullo schermo e anche in palcoscenico. Il tema del sociale entra nel palmarès dei Nastri anche con le menzioni speciali: a Be Kind di Sabrina Paravicini con suo figlio Nino Monteleone e Questo è mio fratello di Marco Leopardi. Molte curiosità, infine, nei due titoli che chiudono le segnalazioni speciali: le Conversazioni atomiche del film di Felice Farina che sta rendendo la Scienza protagonista anche di molti incontri in un tour particolarmente apprezzato dal pubblico, non solo universitario, di tutt’Italia e il ritratto imperdibile di Remo Remotti, artista, poeta e attore in Ho rubato la marmellata, vita di un artista politicamente scorretto di Gioia Magrini e Roberto Meddi.

Con il “Nastro dell’anno” a Nanni Moretti per Santiago,Italia erano già stati annunciati i due ‘speciali’ di quest’edizione: al grande Andrea Camilleri per Conversazione con Tiresia (diretto da Roberto Andò) di cui è autore e straordinario  interprete e il Nastro alla carriera per un regista, inguaribile cinefilo oltrechè infaticabile operatore culturale come Silvano Agosti, in competizione quest’anno  con Ora e sempre, Riprendiamoci la vita a cinquant’anni dal ’68.

Sono stati esattamente 65  i film ammessi alla selezione ufficiale dei Nastri d’Argento-Doc, tra i quali anche  la ‘cinquina’ speciale  Arte che quest’anno ha sostituito la docu-fiction.  I premi sono stati decisi dal Direttivo del Sindacato (con i 5 eventi d’Arte, tra i 40 titoli di ‘cinema del reale’ e 20 dedicati a Cinema e Spettacolo). Si ricorda che la preselezione (coordinata dal delegato Sngci per documentari e cortometraggi, Maurizio di Rienzo) riguarda per regolamento film proposti nell’anno solare (2018) da Festival e rassegne, e/o diffusi poi in sala o in un canale tv o in dvd.