E’ morto Umberto Lenzi

Addio al regista, sceneggiatore e scrittore. Aveva 86 anni, tra i massimi esponenti del poliziottesco italiano e creatore del personaggio del Monnezza
19 ottobre 2017
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E’ morto Umberto Lenzi

E’ morto Umberto Lenzi. Il regista, sceneggiatore e scrittore, nato a Massa Marittima nel 1931, aveva 86 anni.

Tra i più grandi esponenti del poliziottesco all’italiana, Lenzi esordì dietro la macchina da presa nel 1956 con il cortometraggio I ragazzi di Trastevere, per poi realizzare nel corso della carriera 65 film (per cinema e tv).

Dopo un primo decennio in cui si dedica a film avventurosi, cappa e spada, di matrice salgariana, peplum e fanta-spionistici, dal 1969 (con Orgasmo) dà il via alla lunga produzione di gialli-sexy, sottogenere che deve la sua paternità proprio allo stesso Lenzi. Seguiranno, tra gli altri, Così dolce… così perversa e Paranoia, tutti interpretati da Carroll Baker.

Negli anni ’70 la svolta: alternando thriller e poliziotteschi, Umberto Lenzi firma alcuni tra i film più apprezzati dai cultori del genere. Da Milano odia: la polizia non può sparare (1974) a Napoli violenta (1976), passando per Roma a mano armata (1976) e Il cinico, l’infame e il violento (1977), il regista crea quello che poi diventerà un duraturo legame artistico con Tomas Milian e contribuisce a lanciare Maurizio Merli, sempre impegnato nel ruolo del commissario duro e incorruttibile.

Roma a mano armata

 

Proprio con Tomas Milian, Lenzi inventa il personaggio de Er Monnezza (presente ne Il trucido e lo sbirro e La banda del gobbo, rispettivamente del 1976 e 1977), mentre nel 1980, con Mangiati vivi!, il regista torna ad esplorare l’altra tematica che ne contraddistinse la carriera, quella del cannibalismo, già affrontata nel 1972 con Il paese del sesso selvaggio. Il più estremo rimane senza dubbio Cannibal Ferox, del 1981, film tra i più censurati al mondo e alla lunga disprezzato dallo stesso Lenzi, che dichiarò di averlo diretto solo per questioni economiche.

Attivo, dietro la macchina da presa, fino al 1992 (Hornsby e Rodriguez – Sfida criminale) e venerato da sempre da un certo Quentin Tarantino, Umberto Lenzi negli ultimi anni ha intensificato la sua produzione letteraria, firmando molti romanzi gialli, partendo da Delitti a Cinecittà (Coniglio Editore, 2008) per arrivare fino al più recente, Cuore criminale, pubblicato nel 2015 con Golem.

 

 

 

 

 

 

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