Miraggio napoleonico

15 anni senza Stanley Kubrick. E quel sogno "imperiale" rimasto chimera: 155 pagine di script per la più grande opera cinematografica mai realizzata
7 Marzo 2014
Miraggio napoleonico

“Considero Kubrick un gigante”. Lo diceva Orson Welles già nel ’56, ancor prima dei suoi lavori immortali (dal Dottor Stranamore a Shining, da 2001 ad Arancia meccanica), ancor prima che lo stesso Kubrick iniziasse solamente a pensare al Napoleon, sogno infranto che non trovò altra realizzazione se non sulla carta. 155 pagine di script (qualche anno fa comparso misteriosamente su Internet, tuttora consultabile), frutto di un lavoro maniacale e della collaborazione con l’esperto napoleonico Felix Markham, tanto da portare il regista a dichiarare di sapere “quello che l’imperatore aveva fatto e dove si trovasse ogni singolo giorno della sua esistenza”.
“L’epica definitiva” (ipotizzava Bob Gaffney, collaboratore del regista in 2001), la risposta colossale al già di per sé colossale film di Abel Gance (“in anticipo sui tempi dal punto di vista tecnico, ma tremendo e rozzo per quanto riguarda trama e recitazione”, come lo definì Kubrick), 50.000 comparse solo per ricreare le scene di marce, campagne e battaglie, per le quali ancora non si erano trovati i “terreni” giusti, anche se alla fine erano state scelte la Romania e/o la Jugoslavia, epopea – dalla nascita alla morte dell’imperatore – che non conobbe neanche un solo giorno di produzione.
Inizialmente approvato dalla MGM, che poi rifiutò il progetto a causa del disastroso esito commerciale (come da titolo…) di Waterloo (Sergei Bondarchuk, 1970), l’ambizioso sogno del regista newyorkese non si spegne, ma anzi lo accompagna per molti anni a venire: la stesura della sceneggiatura è datata settembre ’69 (un anno dopo 2001: Odissea nello Spazio), poi arriva Arancia meccanica e Kubrick riprende a parlare del Napoleon, tanto che durante la lavorazione di Barry Lyndon (1975) in molti pensarono che alcune riprese delle scene di battaglia sarebbero poi servite per l’altro film… Che invece non partirà mai (anche se Jack Nicholson – che Kubrick avrebbe preferito al posto di Marlon Brando nei panni dell’imperatore – parlava del progetto ancora nell’86, sei anni dopo Shining, come riportato nel prezioso volume Stanley Kubrick – L’uomo dietro la leggenda di Vincent Lo Brutto), rimanendo per sempre il più grande film mai realizzato della storia del cinema.
Ancora oggi  – ironia della sorte – a quindici anni dalla morte di Kubrick, trova posto accanto a tre progetti maledetti di Orson Welles: il film sul Brasile, la trasposizione del capolavoro di Cervantes e The Other Side of the Wind: ma, a differenza di quelli (i primi due sono stati più o meno filologicamente ricostruiti in It’s All True e Don Quijote, il terzo potrebbe finalmente essere terminato da Peter Bogdanovich), il Napoleon di Kubrick è rimasto una chimera, intangibile e lontanissimo miraggio. In due parole: il film perfetto. Che Steven Spielberg (produttore) e Baz Luhrmann (regista?) proveranno a convertire in miniserie televisiva per la HBO. Forse, un giorno.
(Tratto da Rivista del Cinematografo n.3 marzo 2009) (@Valeri0Sammarc0)

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