Millions da spendere

Danny Boyle volta pagina. E gira "un film per famiglie" che parla dell'euro visto dai bambini
6 Aprile 2005
Millions da spendere
Millions

(Cinematografo.it/Adnkronos) – “Un film per famiglie”. Danny Boyle, regista del controverso Trainspotting, presenta così Millions, in uscita nelle sale italiane il 9 aprile distribuito da Medusa. L’arrivo in sala della pellicola è stato posticipato di un giorno in rispetto del lutto nazionale per i funerali del Papa. Si tratta di una favola, spiega Boyle, e racconta la storia di Damian (Alexander Nathan Etel) e Anthony (Lewis Owen McGibbon), due fratelli di otto e dieci anni, che si ritrovano con una valigia piena di sterline ma hanno solo 12 giorni di tempo per spendere il denaro, frutto di una rapina, perché l’Inghilterra sta per entrare nell’euro. Tema centrale del film “è l’ipotesi di dire addio alle cose, come alla sterlina – spiega il regista inglese -. La verità è che Blair ci ha provato, era favorevole all’ingresso dell’Inghilterra nell’area dell’euro ma ha prevalso la tendenza della Gran Bretagna a voltare le spalle alla modernità. Alla fine restiamo sempre ancorati al vecchio mondo”. Da ex comunista Boyle si pone “il problema di come sia possibile vivere in modo alternativo. Molti dei miei film – spiega – rappresentano un tentativo di immaginare come si possa sfuggire alla società dei consumi”. Non è un caso la scelta di affrontare il tema dal punto di vista di due bambini: “Il rapporto dei due piccoli protagonisti con il denaro è particolare – dice – quello di otto  anni non aveva idea del valore dei soldi, quello di dieci aveva già imparato che sono molto importanti per gli adulti”. Inevitabile parlare del momento che sta vivendo la città di Roma con il lutto del Papa. “Ho ricevuto un’educazione cattolica molto rigida – racconta Boyle -. Ho sempre fatto il chierichetto quando ero ragazzino e mi piaceva la teatralità della Chiesa. Fino a 16 anni pensavo che sarei diventato sacerdote, un destino condiviso da altri registi come Martin Scorsese e John Woo. Mia madre, se fosse viva, sarebbe stata molto toccata dalla morte del Papa, era una sua grande sostenitrice. Mi ricorda la quantità di gente in fila per esprimere il proprio dolore dopo la morte di Lady Diana. A volte certi fenomeni, ad anni di distanza, assumono significati particolari”. Il prossimo film s’intitolerà Sunshine, una storia di fantascienza su una missione spaziale diretta verso il Sole che ha smesso di scaldare. “Il tema – spiega il regista – è trovarsi di fronte al creatore della vita”.

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