Memorie sbiadite

Il film di Rob Marshall convince a metà. La critica Usa: "Estetica mozzafiato, adattamento così così"
30 Novembre 2005
Memorie sbiadite

Accoglienza con riserva per Memorie di una geisha. La critica Usa esalta all’unanimità le qualità estetiche dell’atteso film di Rob Marshall, ma avanza più di una perplessità sul risultato finale dell’adattamento realizzato dal regista di Chicago. “Il misterioso mondo svelato ai lettori dal best-seller internazionale di Arthur Golden – riassume Variety – è stato portato sul grande schermo con raffinatezza e tatto”. “Esotismo della storia, straordinario trio di attrici protagoniste e notorietà del libro – pronostica ancora Todd McCarthy –  potrebbero garantire un buon successo internazionale a quella che, dopo tutto, è una convenzionale favola alla Cenerentola”. Protagoniste del film, domani in anteprima agli Screening d’Autunno e poi nelle sale dal 16 dicembre, sono le stelle asiatiche Gong Li, Zhang Ziyi e Michelle Yeoh, affiancate dal giapponese candidato all’Oscar Ken Watanabe. Al centro della storia, ambientata a tra gli anni Trenta e la seconda guerra mondiale, è l’ascesa della giovane Chiyo a geisha leggendaria.
Ancora più duro, nelle sue riserve, l’Hollywood Reporter rimprovera a Marshall di aver “americanizzato la storia”. “Mentre Arthur Golden – scrive Kirk Honeycutt – aveva assorbito sufficiente cultura giapponese, per restituire al mondo delle geishe la sua aura di rituale e mistero”, nel film i personaggi vengono ritratti “in maniera più grossolana”, “ignorando sfumature e sottigliezze” e attribuendo ai protagonisti “dialoghi e atteggiamenti improbabili per il Giappone della Depressione”. Nonostante, secondo il critico Kirk Honeycutt, la recitazione delle tre protagoniste sia nel complesso buona, tutte soffrono della semplificazione imposta dall’adattamento, che riduce “la partita a scacchi tra queste donne in un gioco di scaramucce”. Più entusiasta, in merito alla recitazione, il giudizio di Variety e Screendaily. Il primo esalta Gong Li, arrivando a a sottolineare come “il delizioso tocco melodrammatico della sua interpretazione” ricordi addirittura Bette Davis e Joan Crawford, mentre il secondo riconosce alla Yeoh il ruolo della gregaria perfetta e applaude anche Zhang Ziyi: “Come già nei precedenti La tigre e il dragone e 2046 – è il commento di Screendaily, conferma che il suo fascino può da solo tenere lo schermo”.
A dividere le tre testate è poi la valutazione su fedeltà e resa dell’adattamento. Mentre Hollywood Reporter e Screeendaily rimproverano al film un’eccessiva semplificazione, Variety parla invece di “solida trama drammatica” e “buon ritmo narrativo”. “Attenendosi fedelmente alle linee generali del romanzo – scrive Todd McCarty -, la sceneggiatura di Robin Swicord è ben strutturata in tre atti, caratterizzati da una forte sensibilità narrativa”. Pur se necessariamente non così dettagliata come il racconto, secondo il critico la ricostruzione restituisce cioè il fascino del romanzo nell’indagare tradizione e mondo delle geishe. Unanime, infine, è il giudizio sulle qualità estetiche del film. L’Hollywood Reporter sottolinea la “ricostruzione meticolosa e lussureggiante” , mentre Variety esalta a tutto tondo scenografie e colonna sonora , sottolineando inoltre “il ruolo centrale dei costumi” nella forza visiva del film. 

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