Mediterraneo glaciale

Anteprima a Lipari del terzo capitolo della saga animata Fox. "Senso dell'amicizia come nei primi film di Salvatores", parola del bradipo Claudio Bisio
4 Luglio 2009
Mediterraneo glaciale

Per il terzo anno consecutivo, 20th Century Fox sceglie l’isola di Lipari per incontrare giornalisti ed esercenti e presentare le novità della stagione autunnale. Questa volta, in contemporanea con l’uscita nelle sale USA (25 milioni di dollari in due giorni di programmazione), ha regalato ad addetti ai lavori e non la possibilità di gustare in anteprima, nella caratteristica cornice del Teatro Greco, l’atteso L’era glaciale 3: l’alba dei dinosauri (nelle nostre sale a partire dal 28 agosto, in circa 650 copie più 150 destinate agli schermi 3D), nuovo capitolo della saga animata campione d’incassi (il precedente Il disgelo incassò in Italia oltre 20 milioni di euro), ancora diretto da Carlos Saldanha.Ad accompagnare l’evento, il cast dei doppiatori italiani, sempre formato da Claudio Bisio (è Sid il bradipo), Pino Insegno (Diego la tigre), Lee Ryan (il cantante dei Blue, ancora nei “panni” dell’opossum con accento anglosassone) e la new entry Massimo Giuliani, chiamato a dar voce al nuovo protagonista della saga, il furetto Buck, avventuriero solitario in un mondo ostile popolato da gigantesche lucertole: “Ho scelto questo gruppo (composto anche da Leo Gullotta e Roberta Lanfranchi, i due mammuth, ndr) ormai sette anni fa – dice il direttore del doppiaggio Marco Guadagno (per rimanere in tema cartoon, inconfondibile voce del puffo Quattrocchi, ndr) – e ancora oggi mi sorprendo della scoperta rappresentata da Bisio, bravissimo sin dal primo capitolo de L’era glaciale a rendere con personalità la voce del bradipo, in originale affidata a John Leguizamo”. Scommessa accettata all’epoca “solo per piacere, non per soldi”, racconta Claudio Bisio, che ricorda quante volte il figlio, allora di cinque anni, consumò il demo del film portato a casa: “Si può dire che l’ho fatto per lui e perché Sid è a tutti gli effetti il simbolo dell’amicizia, tema centrale de L’era glaciale e, in un certo senso, specchio di quella stessa atmosfera che si respirava nei primi film di Salvatores. Non credo sia un film buonista, ma di sicuro pieno di ottimi valori”.Sarà proprio l’imbranato e tenerissimo Sid, questa volta, a mettersi nei guai perché fortemente desideroso di metter su famiglia: la decisione non è delle più felici, però, visto che le tre uova trovate lungo il cammino contengono niente meno che cuccioli di dinosauro: la gigantesca mamma “naturale”, un T-Rex, non ci metterà molto a ritrovarli… E per salvare Sid, il branco più insolito e affiatato della storia animale e cinematografica – naturalmente ritroveremo anche lo scoiattolo Scrat, stavolta costretto a scegliere tra l’amata ghianda o la sensuale Scrattina…. – dovrà ricompattarsi e intraprendere un pericoloso viaggio in un mondo sotterraneo dapprima sconosciuto, bello e affascinante ma popolato da famelici ed enormi dinosauri. L’unica possibilità di riuscire nell’impresa è affidarsi senza remore a Buck, finito laggiù chissà come molto tempo prima, intrepido e pazzoide furetto (una donnola in originale, “trasformato” per esigenze di adattamento) con un’unica missione nella vita: vendicarsi di Rudy, gigantesco dinosauro bianco reo di averlo sfigurato: “E’ uno strano personaggio – dice Massimo Giuliani – ossessionato da Rudy proprio quanto lo era il capitano Achab con Moby Dick. E questa ossessione lo ha portato alla solitudine, alla pazzia, tanto da parlare con un sasso pensando che sia un telefono. Sarà proprio l’incontro con i nuovi venuti (“turisti”, come li ribattezza nel corso del film, ndr), però, ad insegnargli poco a poco che cosa significa fare squadra, essere parte di un gruppo”. Senso dello “spogliatoio” che ha coinvolto anche Pino Insegno, ancora impegnato a dare voce a Diego, la tigre con i denti a sciabola, dapprima deciso ad abbandonare il branco per ritrovare lo smalto del predatore che fu, poi richiamato gioco forza a farne parte per ritrovare Sid insieme ai mammuth e ai due opossum: “Il mondo non è mai cambiato – dice la voce italiana di Brad Pitt e Viggo Mortensen – e non è un caso se alla fine i film di maggior successo sono proprio quelli che raccontano di gruppi disorganizzati ma molto uniti che comunque riescono nell’impresa. Doppiare un cartone animato? A differenza degli attori in carne e ossa, sono i personaggi stessi a dare corpo alle nostre voci e, per questo, rimangono tuoi per sempre”.

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