Mark Wahlberg si fa giustizia

"Sacrificare la propria libertà per degli innocenti: mio papà avrebbe approvato", dice l'attore. Domani in sala con il crime thriller Broken City
6 Febbraio 2013
Mark Wahlberg si fa giustizia

“Mi ricorda i film che vedevo negli anni ’70 con mio padre: Serpico, Chinatown, Il braccio violento della legge. Papà non c’è più, ma aveva opinioni molto forti sulle mie scelte e avrebbe approvato questo film: lo sentivo mentre leggevo la sceneggiatura”. Così Mark Wahlberg presenta il crime thriller Broken City, da domani nelle nostre sale con 300 copie targate Fox, in cui interpreta l’ex poliziotto e ora detective privato Billy Taggart, che cerca di redimersi e vendicarsi dopo essere stato ingannato dall’uomo più potente della città, il sindaco corrotto di New York (Russell Crowe).
Regia di Allen Hughes, nel cast anche Catherine Zeta-Jones, Wahlberg non crede che le analogie ‘70s compromettano l’attualità del film e paragona Broken City a ”un grande libro: c’è sempre qualcuno che vorrà leggerlo, basta avere coraggio. Del resto, oggi i temi adulti sul grande schermo hanno successo, e sono i film che amo, sebbene con quattro figli spesso debba vedere l’ultimo della Pixar o Frankenweenie”. Il suo Billy “cerca di farsi giustizia, perché purtroppo il sistema Usa spesso fallisce, ha buchi e lacune, ma al cosa più importante è che è ancora disposto a sacrificare la propria libertà per degli innocenti. E lo rifarebbe”.
Sullo schermo, corruzione, speculazione edilizia, connivenze tra politica e finanza, ma Wahlberg puntualizza: “Di sicuro è molto estesa nella nostra classe dirigente, ma non credo la corruzione sia inevitabile: a differenza del mio personaggio cerco sempre di vedere il buono nelle persone. Certo, nelle mani sbagliate il potere può essere molto pericoloso, e lo so sin da ragazzo, quando stavo a Boston e vedevo abusi ogni giorno. Ma oggi qualcosa è cambiato: è assurdo che con tutta la tecnologia disponibile possano ancora pensare di farla franca”.
Oggi ha famiglia e successo, ma la vita non gli ha riservato solo rose e fiori: Wahlberg ha conosciuto anche la prigione, poi “la fede mi ha aiutato a cambiare vita, a passare più tempo in chiesa piuttosto che a stare strafatto all’angolo della strada o a rubare con gli amici. Diciamo che ho schivato molte pallottole sia fisicamente che metaforicamente, e oggi cerco di essere un padre, un marito, un figlio e un cattolico migliore. Ma non è che dall’alto Gesù ti mandi degli avvertimenti…”.
Lo ritroveremo sul palco degli 85esimi Oscar al fianco dell’orsacchiotto Ted, di cui è in cantiere il sequel (il primo della carriera di Wahlberg) sempre per la regia di Seth MacFarlane, nel frattempo, Mark interviene nel dibattito sulle armi che dopo le stragi ad Aurora e Newport tiene banco in America: “Come Paese dobbiamo pensare a come proteggere i nostri figli: se si arrivasse a vietare tutte le armi, sarei d’accordo”.
Infine, complice Broken City, uno sguardo alle campagne elettorali: “Roba da pazzi, scorrettezze e sgambetti sono all’ordine del giorno: la politica è un affare sporco”.

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