Marina, Marina, Marina…

Arriva in sala il film ispirato alla vita di Rocco Granata, il padre della hit mondiale. Diretto da Stijn Coninx, prodotto dai Dardenne, interpretato da Lo Cascio e Finocchiaro
30 Aprile 2014
Marina, Marina, Marina…

Si tratta della prima coproduzione tra Belgio e Italia a partire dagli anni Sessanta. Lo ha ricordato l’ambasciatore del Belgio a Roma alla presentazione stampa di Marina, il film di Stijn Coninx, che la Movimento Film manda in sala dall’8 maggio in 30 copie “per cominciare – precisa il distributore Mario Mazzarotto – con possibilità di aumentare in relazione alla risposta del pubblico”.
Ispirato alla storia del musicista Rocco Granata, autore della hit mondiale “Marina” (100 milioni di copie vendute nel mondo), il copione racconta la vita di un giovane che lotta contro un padre conservatore per realizzare il sogno di affermarsi con la musica. Presente in sala, l’autore esordisce dicendo: “Sono il vero Rocco e canto ‘Marina’”. Accenna il motivo e subito dopo, incalzato dalla curiosità, conferma che Marina non è mai esistita. “Quando sono arrivato in Belgio a 12 anni, guardavo le ragazze, ma ero incalzato dalle necessità: lavoravo, studiavo il fiammingo, non mi sono mai fidanzato. Nelle sale da ballo mi piaceva suonare e improvvisare. Un giorno ho visto su una parete la pubblicità di una sigaretta americana chiamata Marina. Mi è piaciuta e ho tenuto il nome”. I genitori di Rocco sono affidati a Luigi Lo Cascio e Donatella Finocchiaro: auguri dei presenti a lei, assente giustificata perché al settimo mese di gravidanza. Nell’interpretare il ruolo del padre, uomo del Sud rigoroso e chiuso, Lo Cascio precisa che non si tratta di un personaggio negativo, ma anzi quello di un uomo spinto sempre a proteggere la crescita del figlio, a commettere qualche errore di eccesso poi riconosciuto nel capire di essersi frapposto tra il figlio stesso e i suoi sogni. “Del copione – precisa- mi hanno commosso la capacità di trasmettere emozioni e sentimenti, una storia di formazione su incomprensioni, difficoltà e riconciliazione”. Stjin Coninx, regista già candidato all’ Oscar per Padre Daens, ricorda che tutto comincia quando nel 2007 Rocco gli telefona per ricordagli che due anni dopo sarebbero caduti i 50 anni di Marina e i 70 suoi personali, e voleva festeggiarli con qualcosa di speciale. “Parlammo di documentari, facemmo altre ipotesi, ma io capivo che a lui sarebbe piaciuto un film”. Che oggi arriva al pubblico con una produzione mista alla quale hanno partecipato anche i fratelli Dardenne. “All’inizio – ricorda Coninx – doveva essere un’intesa Belgio/Italia/Germania. Quando la Germania si è defilata, ho chiamato i Dardenne che hanno accettato e ci hanno garantito la parte francofona del Belgio”

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