Ma quale bufala!

"Eccessivo ma vero", dice l'esordiente De Angelis del suo Mozzarella Stories, intrigo casertano di caseifici, neomelodici e morti ammazzati. Con produttore d'eccezione: Kusturica
15 Settembre 2011
Ma quale bufala!

Eccessi compresi, “è tutto vero”. Non ha esitazioni Edoardo De Angelis nel ribadire che la bizzarra vicenda raccontata dal suo esordio in regia, Mozzarella Stories, trae ispirazione “dall’osservazione di quanto accade a Caserta, la mia città, e della gente che vi gravita”. Difficile crederlo – e anche lo sceneggiatore, Devor De Pascalis, ha dovuto prima farsi un giro a Caserta per convincersi che il soggetto era realistico – quando in uno stesso film troviamo insieme Tarantino e Nino D’Angelo, mozzarelle e pistole, latte e sangue, cantanti neomelodici e femmine folli. Per di più in un film italiano.D’altra parte, come rivela Marco Lombardi (Ad di Eagle Pictures, che ha prodotto Mozzarella Stories e lo distribuirà da venerdì 23 settembre in 120 sale), “proprio l’originalità della sceneggiatura e l’ambizione di questo giovane regista sono state la molla per sostenere e finanziare il film”. Che tra i supporters vanta anche un produttore d’eccezione, Emir Kusturica: “Un mito per me che sono cresciuto con i suoi lavori – rivela De Angelis -. L’ho conosciuto tre anni fa al Kustendorf Film Festival, la kermesse che organizza nei Balcani, dove portavo il mio Fisico da spiaggia, un cortometraggio che gli era piaciuto molto. Si è creato un rapporto e ora me lo ritrovo come produttore”. Una figura incombente che però, chiarisce il regista casertano, “non è mai intervenuto durante la lavorazione se non per qualche prezioso consiglio. Il migliore? Fai sempre quello che ti assomiglia”.E quello che assomiglia a De Angelis è il vulcanico, colorato ed eccessivo Mozzarella Stories, che racconta del declino di Ciccio DOP (Giampaolo Fabrizio), padrone di un impero caseificio eretto attorno alla qualità della mitica bufala: gli strozzini della camorra e l’incontrastabile concorrenza cinese porteranno al fallimento dell’impresa con conseguenze imprevedibili su tutta la famiglia di Ciccio: la figlia ed erede Sofia (Luisa Ranieri) va in crisi col marito, il cantante confidenziale Angelo Tatangelo (Massimiliano Gallo), nel frattempo bruciato da un ritorno di fiamma per la vecchia partner Autilia “Jazz – Mood” (Aida Turturro). Sulla quale ha messo però gli occhi da tempo il gestore di un pianobar, Gigino a’ Purpetta (Giovanni Esposito). Nel frattempo sull’azienda caseificia in rovina pesano le mire di spregiudicati affaristi.”Caserta è la bufala, la bufala è Caserta – interviene De Angelis a proposito del complicato intreccio costruito attorno alla mozzarella -: è il simbolo di un mondo attorno al quale gravita tutto un indotto economico. Perciò l’abbiamo chiamata oro bianco”. E aggiunge: “Qualche anno fa lessi un articolo riguardo alla contraffazione dei pomodori di San Marzano. E mi son detto: guarda se non lo fanno anche con le mozzarelle. Passano tre anni e si viene a sapere di un mega sequestro di mozzarelle cinesi al porto di Napoli. Mi sono chiesto allora: cosa succederebbe se le mozzarelle contraffatte fossero di ottima qualità?”. Oro bianco e affari sporchi, trattati con tono ora ironico, ora drammatico, ora grottesco.Ma il vero centro del film è la protagonista, Luisa Ranieri. Mozzarella Stories è partito da lei: “Raro trovare un film – dichiara la Ranieri – pensato e scritto per un’attrice. Il nostro cinema è maschilista, le donne spesso confinate a ruoli di accompagnamento. Mi sento molto lusingata”.

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