Luttazzi restaurato

Omaggio al maestro triestino, con proiezione evento del suo L'illazione e dibattito a seguire sul rapporto tra lo showman e il cinema
30 Ottobre 2011
Luttazzi restaurato
Lelio Luttazzi ne L'illazione

Il Festival di Roma rende omaggio ad una delle figure più poliedriche del ‘900 italiano e internazionale, Lelio Luttazzi, musicista, showman, attore cinematografico e (per una sola volta) regista, scomparso lo scorso anno.
E proprio la sua unica opera da regista, L’illazione (realizzato nel 1972, all’indomani dell’incredibile – e ingiusta – vicenda giudiziaria che lo vide coinvolto, film tratto da un suo racconto e incentrato sulla serata di sei personaggi, tra i quali un magistrato…), ritrovata e restaurata (da L’immagine ritrovata di Bologna, con la supervisione di Cesare Bastelli), viene presentata a Roma (nella sezione Spettacolo/Eventi), seguita da un dibattito ricco di testimonianze sul rapporto tra Luttazzi e il cinema, anche in concomitanza con l‘uscita del cofanetto (“Le colonne sonore per il cinema di Lelio Luttazzi”) che per la prima volta raccoglie le sue colonne sonore.
L’Illazione (che dopo la prima di oggi pomeriggio passerà in tv, alle ore 22.00 su Rai 5), con andamento da film d’avanguardia, narra di un giudice che, trascinato dalla moglie che vorrebbe vivere fuori dalla città, si reca controvoglia alle porte di Roma per vedere un terreno in vendita. Decio (lo stesso Luttazzi), il proprietario del terreno, e la sua fidanzata Paola invitano con l’occasione il giudice e la moglie a unirsi a una cena che hanno organizzato con due amici, una coppia, nella loro casa di campagna attigua al terreno. I sei personaggi finiranno per trascorrere tutta la notte in salotto, accanto al caminetto. Tra giochi di società, bicchieri di vino e amichevoli e formali chiacchiere si dipana in realtà tra di loro una sottile trama di relazioni conflittuali. Decio è uno scrittore anticonformista e ironico, la sua giovane amica teorizza l’amore libero e privo di gelosie, il giudice si pone invece come ambiguo paladino dell’ordine costituito. La coppia amica di Decio e Paola è reduce da un grave lutto: la perdita del neonato figlioletto nato deforme. Inoltre Lorenzo, il padre, è perseguitato da misteriose lettere anonime che l’hanno gettato in una profonda depressione, tanto che per tutta la durata della storia non pronuncerà mai una parola. Decio intercede per l’amico e chiede consiglio al giudice circa il da farsi in questi casi. Il magistrato, forse per deformazione professionale, forse per cinismo, imbastisce allora, in un balletto di sospetti, una specie di pacato ma crudele gioco processuale in cui le vittime si trasformano in immaginari colpevoli e in cui tutti sono costretti a calarsi, tra il sogno e la visione, in una serie di “flash back” monocromatici che ricostruiscono le supposizioni di reato. L’alba arriverà a scolorire (forse) i sospetti e le illazioni. Ma non sarà un lieto fine.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy