L’ultima foglia di passione

L'analisi dettagliata e angosciante della crisi di una coppia nel primo film – low-budget - di Leonardo Frosina
21 Ottobre 2013
L’ultima foglia di passione

Zeno (diminutivo di Zenobbio) e Rossana sono una coppia in crisi da tempo. Il trasferimento a Roma dalla Sicilia per motivi di lavoro non fa altro che portare il malumore della loro relazione a livelli insostenibili. Lei è una musicista che, a causa del trasloco, ha dovuto rinunciare al suo lavoro, lui è un metronotte. La situazione si complica quando Rossana scopre di essere incinta, mentre Zeno inizia a frequentare Ela, la barista romena che gestisce il locale dove il metronotte e il suo esuberante collega Tom trascorrono le pause dei loro giri notturni. Rossana si chiude sempre di più in una solitudine disperata nell’attesa vana di un segno d’affetto o perlomeno di interesse da parte del marito; Zeno, dopo essersi inizialmente trattenuto, sarà sempre più invischiato in una relazione clandestina con Ela in precario equilibrio tra passione e sensi di colpa…
È questa la trama di L’ultima foglia, esordio cinematografico di Leonardo Frosina, con protagonisti Fabrizio Ferracane e Giorgia Cardaci, attori dalla consolidata carriera teatrale e televisiva, oltre che sul grande schermo. Ninni Bruschetta, grande amico del protagonista, nel film veste i panni del burbero capo di Zeno in alcune scene, brevi ma spassose. L’ultima foglia, prodotto a “low budget” da una società creata ad hoc per la sua realizzazione, la Josei, ha comunque beneficiato del sostegno del fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo della Regione Lazio. L’opera, che ha partecipato al RIFF (Rome Independent Film Festival) ad aprile ed è stata presentata anche a Londra e Cracovia, sarà proiettata a Roma domani, martedì 22 ottobre, alle 20.30 al cinema Quattro Fontane. Verrà poi mostrata in giro per varie sale italiane: fino al 23 ottobre al Cinema-Teatro Manhattan della capitale, il 28 ottobre al Cinema King di Catania e il 5 novembre al Cinema Rex di Padova, oltre a proiezioni al Cinema Apollo di Milano e a Napoli, Castelvetrano (vicino Trapani), Benevento e Fabriano. Il regista, nonostante sia al suo primo lungometraggio dopo la realizzazione di vari corti e lo studio alla Nuova Università del Cinema e della Televisione di Cinecittà, non ci sta a essere etichettato come “giovane”: “Ho 37 anni. Solo in Italia posso essere considerato ancora un ragazzo. La mia passione per il cinema nasce da quando, a 4 anni, mia madre mi portò di peso a vedere L’impero colpisce ancora: fu una folgorazione”. Il film, il cui titolo è ispirato al saggio “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes, è stato realizzato con un budget di soli 30000 euro, compresa la distribuzione, usando per le riprese una Canon EOS 5D e 7D, principalmente una macchina fotografica, ma per Frosina “in grado di girare ottimi video: avevo bisogno di stare addosso agli attori per comunicare quel senso di claustrofobia e soffocamento tipico di una relazione sentimentale in piena crisi”.

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